di Francesca Marruco
Il giorno è oggi e l’ora x dell’assemblea dei cittadini in piazza Grimana scatterà nelle prossime ore. E’ previsto per le ore 18 l’incontro convocato dal gruppo nato su Facebook con il nome ‘Perugia non è capitale della droga’, che adesso si è anche costituito come associazione. In mattinata intanto sono comparsi striscioni con scritto’ Salviamo Perugia’. Perugia, nelle intenzioni dei cittadini promotori dell’assemblea va ‘salvata’ appunto dagli spacciatori che stazionano nel dedalo di vicoli che va da via Ulisse Rocchi fino a corso Garibaldi, passando per la caldissima piazza Grimana.
Presenze E’ proprio davanti all’università per Stranieri che si concentreranno quanti vorranno partecipare all’assemblea in cui sono attesi anche esponenti istituzionali e politici. Primo fra tutti, il sindaco Wladimiro Boccali che in mattinata ha ufficializzato la sua presenza. Insieme a lui sarà molto probabilmente presente anche il nuovo prefettoonio Reppucci. Per confrontarsi con i problemi dei cittadini, sentendoli direttamente dalla loro voce.
L’allarme Voce che si è fatta più un grido d’allarme soprattutto da quando alla fine di giugno è stato inaugurato il posso fisso di polizia in piazza Danti che ha ‘costretto’ gli spacciatori a spostarsi di qualche metro. Così si sono riversati nella zona di piazza Grimana in maniera massiccia. Molto più di prima, sembrerebbe, a sentire i residenti esasperati che in alcuni casi sarebbero anche stati minacciati di non chiamare le forze dell’ordine.
Come funziona Ma proprio loro, polizia e carabinieri, ultimamente hanno intensificato i controlli in quell’area. Solo la settimana scorsa i carabinieri hanno fatto due servizi di prevenzione in cui hanno identificato molta gente. Il problema è che queste persone, che spacciano morte nei vicoli intorno a piazza Grimana, non si fanno trovare con la droga addosso, perché ormai si sono fatti furbi. E la maggior parte delle volte, fermati e portati in caserma o questura, perchè irregolari con il permesso di soggiorno, vengono o portati nei Cie- quando non sono pieni- o rimessi in libertà se nei centri di identificazione non c’è posto. Quando arriva la loro identità poi, se sono ancora nei Cie, vengono rimpatriati, altrimenti sono già spariti da un pezzo.
In carcere? Se arrestati invece perché beccati con lo stupefacente, non tardano comunque a tornare in circolazione, perché la custodia cautelare in carcere viene applicata solo per i casi più gravi, e anche quando finiscono dentro per quantità non ingenti, escono nel giro di qualche mese. E fin quando non hanno una condanna definitiva, o un cumulo di più condanne, di fatto non c’è il carcere certo.
Boccali Ne ha parlato anche il sindaco Wladimiro Boccali nell’intervista alla web tv del Comune dicendo: «Va rivisto come rivedere il percorso di identificazione ed espulsione i non regolari. Il contrasto dell ‘illegalità deve essere perseguita con tutti i mezzi, possibili, è una richiesta che il sindaco fa e debbono sentire il procuratore della Repubblica, il comandante dei carabinieri, il questore, il comandante della guardia di finanza. Perché l’attività e l’intensificazione della lotta alla criminalità deve essere fatta su questi punti. Nell’ordinamento costituzionale non è il sindaco che dice dove devono indagare ma la politica, e questo è quello che io faccio, dire: ‘dovete lavorare di più in questi campi’. Se non si fa, ma il sindaco lo ha chiesto, la politica lo ha chiesto, con il governo- in particolare il sottosegretario Bocci – lo stiamo facendo, se non si fa è giusto che i perugini sappiano perché non si fa, chi non lo fa. Se non si fa , devono unirsi al Comune e al sindaco per chiederlo».
Confronto A piazza Grimana si parlerà di questo e anche di come ognuno, cittadini, comune, istituzioni in generale possa fare la sua parte per spazzare via da uno degli angoli più belli dell’acropoli i mercanti di morte. Probabilmente all’assemblea presenzierà anche qualche rappresentante delle forze di polizia, e forse messi gli uni accanto agli altri, incalzati dai cittadini che non concederanno deroghe, troveranno un nuovo ‘patto per Perugia sicura’. In modo da far risorgere l’acropoli, e poter convocare una nuova assemblea magari cambiando il nome da ‘Perugia muore’ a ‘Perugia rinasce’.
