Più spazi per i pedoni

di Dan. Bo.

Decongestionare dal traffico una delle aree più belle della città, restituendo più spazio ai cittadini e agli esercizi commerciali senza necessariamente arrivare ad una totale pedonalizzazione; creazione di oltre 250 posti per auto che nella zona non potranno superare i 30 chilometri orari, modifica della conformazione della strada riducendo i tratti rettilinei e potenziamento del verde. È un teatro Bicini stracolmo di professionisti, operatori commerciali, residenti, politici, studenti universitari e non solo quello che lunedì ha ascoltato l’illustrazione del progetto di riqualificazione per il Borgobello di Perugia realizzato da Cna e dipartimento di Ingegneria dei Perugia. Un masterplan finanziato dalla Camera di Commercio di Perugia e curato dall’urbanista Mariano Sartore, docente di Pianificazione dei trasporti e di Progettazione urbanistica all’Ateneo perugino.

TUTTO IL PROGETTO

Un’area in fermento Per il momento si tratta di uno studio ma chissà che un giorno non possa trasformarsi in realtà. L’area su cui si interviene è quella di Borgo XX Giugno, una zona in controtendenza per quanto riguarda il centro storico: qui infatti da qualche anno c’è un nuovo fermento, grazie alla vitalità delle associazioni e alle nuove realtà commerciali, specialmente quelle legate alla ristorazione, ma non solo, che hanno fatto di Borgo XX Giugno uno dei nuovi punti di riferimento per i giovani. Un fermento culturale e sociale, una vivacità del mercato immobiliare e un elevato valore storico-artistico in una zona che sul piano viario, essendo rettilinea e pianeggiante, è anomala rispetto al resto dell’acropoli. Quest’area però soffre di un grande volume di traffico, così tanto da «inibire di fatto ogni altro possibile uso dello spazio».

PER QUATTRO GIORNI CHIUSURA DEL TRAFFICO: ORARI E MAPPA

Il progetto I metri quadri a disposizione delle persone sono infatti ridotti e da qui nasce il progetto di «traffic calming», ovvero di contenimento del flusso di auto e altri mezzi, che punta a ridisegnare un’area con un nuovo equilibrio tra commercio, artigianato e intrattenimento «per evitare che il quartiere perda i suoi caratteri originari». Tre gli assi strategici del progetto: migliorare la percorribilità e la vivibilità della strada; incrementare e migliorare l’accessibilità alle attività e ai servizi presenti; potenziare la connessione-integrazione con il centro storico. In primis l’idea è quella di creare una «zona 30 in grado di promuovere la mobilità lenta e di recuperare il carattere polifunzionale della strada». Poi si vuol modificare la conformazione della strada, creando chicane in grado si ridurre i tratti rettilinei e quindi la velocità.

Parcheggi Più spazi per i pedoni verrebbero creati attraverso plateatici, che andrebbero ad occupare larghe porzioni di asfalto, mentre in programma c’è anche un piano di potenziamento del verde. Come sa poi chi frequenta il quartiere, uno dei problemi principali riguarda la scarsità di parcheggi. Allo scopo si vogliono recuperare posti come quelli oggi ad appannaggio del Poligono di Tiro, della scuola Bernardino di Betto e del dipartimento di Agraria: in tutto un’operazione da 120 posti, ma non è finita qui. Il progetto prevede infatti l’ampliamento dell’offerta dei parcheggi pubblici a est del Borgo, in particolare gli sforzi si sono concentrati sul grande slargo in Via Tancredi Ripa di Meana, in corrispondenza nel quale è stato progettato un nuovo parcheggio su due livelli che, sfruttando la particolare natura orografica del sito, ha permesso di disegnare 216 posti auto a fronte degli 89 esistenti. In tutto quindi se venisse trasformato in realtà il masterplan sarebbe in grado di creare 250 nuovi posti auto, alcuni dei quali dedicati al carico-scarico e alla sosta veloce.

Rigenerazione «L’area presa in esame – ha detto il professor Sartore – ha intrapreso da qualche anno un interessante percorso di rigenerazione spontaneo, anche grazie ad una decisa azione promossa da alcune realtà associative di residenti, artigiani e commercianti della zona». «Il tema del recupero, della riqualificazione e della valorizzazione dei centri storici delle città sempre più spopolati – ha spiegato Fabrizio Salvanti, dirigente di Cna Umbria -, rappresenta, ormai da diversi anni, una questione di particolare rilievo che investe non solo l’ambito sociale, ma anche quello economico, turistico e urbanistico. Dobbiamo far sì che le città tornino ad essere poli attrattivi sia in termini abitativi che turistici, attraverso la riqualificazione degli immobili, il recupero e la ridestinazione d’uso di spazi dismessi, la ricerca di soluzioni ai problemi di viabilità e traffico, l’apertura di spazi per la commercializzazione delle eccellenze produttive locali, la creazione di reti intelligenti che mettano insieme servizi trasversali». Dopo questa prima sperimentazione l’obiettivo è ora quello di replicare il modello anche per altre aree della città «per rendere questo approccio – ha concluso Salvanti – una strategia di sistema e una buona prassi su tutto il territorio».

Twitter @DanieleBovi

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