A spegnere le preoccupazioni sull’eventuale chiusura della Corte d’appello di Perugia ci ha pensato il deputato umbro del Pd Walter Verini. Verini, Capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera, in una nota afferma di aver chiesto personalmente al ministro della Giustizia Andrea Orlando e di avere ricevuto rassicurazioni. «Periodicamente – si legge in una nota – sorgono preoccupazioni, si levano allarmi  circa il futuro della corte d’Appello di Perugia. Così è stato in passato, in concomitanza del confronto e delle decisioni legate alla riforma della geografia giudiziaria, così è oggi, nel momento in cui una commissione tecnica ministeriale sta per mettersi al lavoro per monitorare la riforma e suggerire correttivi. Insieme anche ad altri parlamentari umbri come Valeria Cardinali, di fronte a queste preoccupazioni, ho interpellato direttamente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, anche nella mia funzione di Capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera e dal Ministro sono venute rassicurazioni. La Commissione tecnica, infatti, non ha praticamente iniziato il lavoro per il quale è prevedibile la concessione di una proroga rispetto al termine previsto del 31 dicembre di questo anno. La stessa formulerà proposte, che andranno poi alla valutazione di Governo e Parlamento».

Iniziative «In questo quadro – spiega ancora Verini – mi sento di poter affermare, ancora una volta, che la permanenza della Corte d’Appello di Perugia non è in discussione, anche se ritengo giusto e comprensibile vigilare, senza allarmismi. Aggiungo un concetto: in ogni caso, sarebbe sempre bene anticipare, piuttosto che subire le riforme, dando vita solo a battaglie difensive e di resistenza. Che spesso, come insegna la storia anche recente, diventano sconfitte. In questo senso non sarebbe male, secondo me, che si ragionasse in termini di “autoriforma”, mettendo al lavoro tutte le componenti del mondo giudiziario (a partire da magistratura e avvocatura) per consolidare e rafforzare il ruolo degli Uffici Giudiziari di questa regione, discutendo progetti di integrazione feconda ed efficace con diversi territori limitrofi. A partire, per esempio, da quello reatino, storicamente legato agli uffici giudiziari umbri. Progetti di questo genere, che guardano al futuro e non all’esistente, all’Italia di mezzo e non ai rigidi confini amministrativi potrebbero essere più facilmente recepiti da istituzioni ai vari livelli, perché andrebbero nella direzione della semplificazione e dell’efficienza del sistema giudiziario».

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