di Ivano Porfiri
«Ero seduto al tavolino del bar col libro aperto quando questa signora che non ho mai visto ha iniziato a insultarmi, a chiamarmi scimmia e Kunta Kinte». Roland, 20 anni, è troppo giovane per aver visto ‘Radici’ ma sa già distinguere bene tra un razzista vero e una persona squilibrata. Sa anche, però, che il clima che si respira può renderlo un bersaglio di insulti gratuiti solo per via del colore della sua pelle. Ed è quanto gli è successo nel pomeriggio del 25 aprile a Perugia. E non è stato l’unico a venire insultato perché nero.
Perugia tollerante Roland è nato in Nigeria ma è arrivato da piccolo in Italia. È, quindi, cresciuto in tutto e per tutto da italiano e vive ad Arco. in Trentino. «Sono venuto a studiare a Perugia e la trovo una città internazionale, molto tollerante, anche più delle zone da dove provengo – spiega a Umbria24 -. Anche per questo, quanto successo ieri mi ha lasciato senza parole».
«Intellettuale negro» Il 20enne al primo anno di Scienze della comunicazione aveva un appuntamento con alcuni amici per studiare. «Li aspettavo in via Ruggero D’Andreotto, ma siccome non arrivavano ho deciso di sedermi a un tavolino di un bar chiuso col mio libro – racconta -. Ho visto questa donna avvicinarsi a una mamma con una bambina e chiedere una sigaretta, ma non ce l’aveva. A quel punto è iniziato lo show. ‘Sicuramente l’intellettuale negro non fuma’, ha detto. Io non credevo alle mie orecchie, ma ero l’unico con un libro e l’unico di colore. Le ho chiesto se ce l’aveva con me. E lei ha iniziato a chiamarmi scimmia. Era una situazione talmente eclatante che ho pensato a uno scherzo, mi sono guardato intorno per cercare le telecamere di una candid camera».
È uno scherzo? Invece non era uno scherzo. Gli insulti, secondo quanto riferisce Roland proseguono. «A quel punto ho deciso di riprenderla col mio cellulare e postare i video su Facebook. Lei ha iniziato a dire che chiamava i carabinieri perché non potevo riprenderla ma io volevo che spiegasse perché mi insultava gratuitamente. E la sua risposta è stata: perché io faccio tutto quello che mi va di fare perché ho il potere e tu no».
Clima avvelenato Roland non drammatizza oltremodo l’accaduto. «So che è molto grave ma secondo me questa persona era fuori di testa e non rappresenta minimamente i perugini. Infatti ho pensato anche a denunciarla ma non lo farò perché sarebbe inutile». Tuttavia, crede che la situazione sia figlia del clima. «Mi è già capitato e mi ricapiterà più avanti nella vita visto l’andazzo. E le parole dei politici, strumentali ai loro interessi più che razziste, non aiutano. Comunque non do la colpa a nessuno per quello che è successo, tranne che a lei ovviamente ma mi chiedo è possibile nel 2018? A quanto pare sì».
Altro caso: «Insultati sul bus tra l’indifferenza» Pare che la donna non sia nuova a simili comportamenti. Una nostra lettrice, Letizia, dopo aver letto l’articolo ci scrive per raccontare un episodio simile a quello di Roland. «Verso le 17 di martedì sono salita con mio fratellino di 13 anni sulla linea F che dall’ospedale va in Piazza dell’Università. Abbiamo timbrato i nostri abbonamenti – prosegue Letizia – e siamo andati a sederci disgraziatamente proprio accanto a questa signora. Ha iniziato a cantare ‘la scimmia nuda balla’ poi ‘la scimmia entra nel pullman e lo scimmiotto la segue’. Quando ha rincarato la dose dicendo qualcosa tipo ‘arriverà il baba nero, finirà il mondo intero’ io le ho chiesto se avesse qualche problema con me e mio fratello, lei ha iniziato ad alzare la voce dicendo che aveva libertà di parola e che dovevo portarle rispetto vista la sua età. Io le ho detto con tutta la calma che avevo rimasta e con la voce spezzata che non aveva bisogno di alzare la voce perché io non la stavo alzando su di lei. Tutto ciò tra il silenzio dei presenti (posti a sedere pieni, un autista e due controllori)».
Condanna dell’Udu Sul caso di Roland, intanto, arriva la condanna di Altrascuola Rete degli Studenti Medi Perugia e SinistraUniversitaria – UdU Perugia. «Un atto razzista che sconvolge nuovamente la città di Perugia – dichiara Melania Bolletta, coordinatrice provinciale di Altrascuola Rete degli studenti medi Perugia – e che vede come vittime nuovamente studenti universitari venuti a studiare nella nostra città. Dopo l’aggressione di un mese fa contro due giovani appartenenti alla comunità cinese, il clima che si respira è sempre più avvelenato. Perugia, da sempre impegnata nell’accoglienza e nell’integrazione tra culture, sta vivendo una fase di regressione reazionaria e razzista che deve far riflettere». «È ora che le istituzioni mettano in campo azioni concrete – aggiunge – Costanza Spera, coordinatrice Udu Perugia – e non solo parole di circostanza, per contrastare il dilagare di questo clima di odio ed intolleranza che si sta facendo strada nella città e dà coraggio al razzismo di agire indisturbato. E la stessa cittadinanza deve riscoprire la centralità dell’Università in quanto luogo di incontro tra le diverse realtà e baluardo contro una mentalità che vede in questo incontro una minaccia a cui rispondere con la violenza».

Benvenuto a Perugia, Roland
Buonismo e Vittimismo…
questi sono i risultati di anni di fantapolitica,fatta di promesse mai mantenute e speranze di cambiamento (mai successo)
Caro Roland l’italiano è gia stanco di suo,deve correre per arrivare a fine mese,non c’è lavoro,tasse e problemi che sono in costante e giornaliero aumento.
in epoche passate c’era più rispetto di tutto e di tutti oggi è un paese portato all’esasperazione.
Auguri
Perugia è razzista! Sai quante volte ho sentito chiamare un ragazzo/uomo scimmia solo perché il colore della pelle è diverso dal nostro? Lo fanno anche davanti ai propri figli. Poi ti dicono che è solo uno scherzo, un gioco, anzi loro sono contro il razzismo…
Non é solo il colore, é anche il naso largo orribile, l’odore acido irrespirabile, il muso di mezzo metro piú avanti rispetto la fronte, il cranio oblung del 15% piú ridotto rispetto agli umani. Quindi no, non é il colore ma soprattutto l’odore e l’aspetto. Ovviamente le statistiche della polizia dimostrano che i criminali mondiali difficilmente sono bianchi. Gli africani hanno un sistema nervoso geneticamente piú vicino ai primati. Non sono il vicepresidente dell’universitá che vuole diventare presidente e teme per la sua posizione. Soldi, business, ipocriti! Anche il sarin é un gas considerato sicuro e simpatico per i fabbricatori di gas. Ipocriti.