Il Mantoux test a cui saranno sottoposte 80-90 persone

di Ivano Porfiri

Un caso di tubercolosi polmonare è stato riscontrato su un bambino di Perugia. Lo segnala la Asl 2 che comunica di aver avviato la profilassi su chi è stato in contatto col bimbo. La vicenda, anticipata da La Nazione, risale all’aprile scorso ma la notifica degli accertamenti avvenuti a Firenze è arrivata solo adesso, perciò i controlli partiranno ora. I medici invitano a evitare allarmismi: «Contagio poco probabile».

La conferma da Firenze L’Asl 2 di Perugia comunica di aver ricevuto conferma, da parte del Servizio di igiene e sanità pubblica di Firenze, di un caso di tubercolosi polmonare riscontrato in un bimbo. Il fatto riguarda un bambino di 4 anni che frequenta una materna cittadina e risale all’aprile 2011. Solo ora, però, la conferma della positività, che ha messo immediatamente in allarme le famiglie dei bambini della materna frequentata dal bimbo malato. Appena ricevuta la notifica del caso di Tbc, dice la Asl, sono stati «immediatamente messi in atto i necessari accertamenti e l’indagine epidemiologica e attuati i relativi accertamenti da parte del personale sanitario».

Manotoux test su 80-90 persone Per questo, «presso il centro di Salute di Madonna Alta – comunica sempre l’Asl – saranno effettuati i Mantoux test sugli individui che sono stati a stretta vicinanza col bimbo, per verificare l’eventuale contatto con il microbatterio della Tubercolosi». I controlli riguarderanno 80-90 persone già contattate e avvertite e partiranno martedì prossimo.

I motivi del ritardo Dato il lasso di tempo trascorso viene da domandarsi se tali verifiche non potessero essere effettuate prima. I sanitari spiegano però che la tbc nei bimbi è spesso presenta sintomi «aspecifici» ed effettivamente i medici toscani potrebbero essere giunti solo ora a diagnosticarla con certezza. In ogni caso l’Asl perugina si è mossa immediatamente, una volta ricevuta la notifica, contattando la scuola e tutti coloro che sono entrati in contatto col bambino. I test diranno se qualcuno è «entrato in contatto» con il batterio, il che non vuol dire automaticamente che si ammalerà di tbc. Potrebbe, infatti, restarne portatore sano.

Contagio statisticamente improbabile «Il contagio – informa l’Asl – può avvenire per via aerea, ma è bene precisare che è statisticamente molto improbabile che un bambino, di pochi anni, possa essere contagioso verso altre persone, a causa delle ridotte dimensioni delle lesioni polmonari. Tuttavia – concludono dalla Asl – nell’eventualità si riscontrasse uno o più casi positivi, saranno attuate le misure di sorveglianza sanitaria, come previsto dalle Linee guida del ministero della Salute». Il che vorrà dire una terapia antibiotica o una semplice sorveglianza. Si sottolinea, comunque, che la malattia è