Un bollettino Tari

di Daniele Bovi

Tre rate relative all’acconto, e il resto a saldo nei prossimi mesi. In questi giorni sono migliaia le famiglie e le attività commerciali perugine che stanno ricevendo nella cassetta della posta i bollettini per il pagamento della Tari 2024. Tassa che quest’anno, come noto, aumenterà sensibilmente dato che per famiglie e imprese l’aggravio in media è tra il sette e l’otto per cento.

Le tariffe Nei giorni scorsi il consiglio comunale durante l’ultima seduta della consiliatura ha dato l’ok alle nuove tariffe scaturite dal piano economico-finanziario di Gesenu, lievitato dai 47,7 milioni del 2023 ai 51,6 del 2024, mentre per il 2025 si potrebbero toccare i 56,7; aumenti che, a Perugia come nel resto della regione, sono stati imputati soprattutto all’impennata dell’inflazione registrata nel biennio 2022-2023 (gli adeguamenti vengono fatti con un ritardo strutturale di circa due anni).

LA TARI A PERUGIA LIEVITA FINO A 47,7 MILIONI

Tre rate Di questi aumenti però nelle bollette che stanno arrivando ai perugini e agli altri cittadini dei comuni serviti da Gesenu non c’è traccia. Le tariffe sono state infatti calcolate sulla base dei numeri del 2023 e le rate sono tre invece delle quattro stabilite dal consiglio comunale: entro il 31 maggio quindi andrà pagata la prima rata, entro il 31 luglio la seconda, entro il 30 settembre la terza mentre più in là arriverà la quarta e ultima – con il saldo e gli aumenti 2024 – da pagare entro il 2 dicembre.

STANGATA RIFIUTI PER FAMIGLIE E IMPRESE

I Pef Di sicuro a pochi giorni dal voto e nel corso di una campagna elettorale entrata ormai nel vivo, il bollettino Tari non rappresenta un “santino” troppo efficace da lasciare nella cassetta delle lettere. Gli organi di Auri, cioè dell’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico, hanno approvato i Pef di tutti e quattro i sub ambiti tra il 18 e il 24 aprile, mentre il consiglio comunale di Perugia ha concluso l’iter il 29 aprile. Nell’ultima consiliatura a parte il biennio segnato dal Covid (durante il quale l’ok alle tariffe era arrivato nel 2020 a fine settembre e nel 2021 a metà luglio), le date hanno oscillato dal 25 marzo del 2019 fino 30 maggio del 2022 e al 2 maggio dell’anno scorso.

I tempi Secondo Annalisa Maccarelli, responsabile dell’ufficio Tari di Gesenu, non si tratta di una Tari “elettorale” come qualche cittadino sospetta bensì di un problema legato ai tempi stretti: «Già due anni fa – spiega a Umbria24 – facemmo la stessa cosa. Se la delibera non arriva presto ci sono dei tempi tecnici per l’emissione dei bollettini e per gestire le pratiche tempestivamente». Insomma, secondo Gesenu non ci sarebbero stati i tempi per far arrivare le bollette con i calcoli aggiornati entro il 31 maggio, in tempo per saldare la prima rata. In più «c’è una norma da tre anni che spiega come non si possono mandare rate che scadono prima del 2 dicembre con le nuove tariffe».

Zuccherini «Dopo aver approvato l’aumento delle tariffe nell’ultimo consiglio comunale utile, con il nostro voto contrario – attacca il dem Francesco Zuccherini – oggi scopriamo che la giunta ha inviato a tutti i cittadini delle tariffe “false”, con importi inferiori al dovuto, solo per non avere critiche in vista delle elezioni che ci saranno tra un mese. È un comportamento da irresponsabili, come irresponsabile è stata la loro guida in questi anni, che ha puntato solo alla visibilità anziché sugli atti concreti per Perugia e i suoi cittadini. Mesi fa il Comune e il sindaco avrebbero dovuto alzare la voce contro Auri e la Regione per chiedere di non aumentare le tariffe per il 2024 e il 2025. Invece sono stati tutti in silenzio». «Oggi – continua – inviano bollette dove manca una rata da pagare, e le stesse sono parametrate alle tariffe dello scorso anno, nonostante abbiano già approvato quelle di quest’anno, prendendo in giro i cittadini e aggravando la spesa per il Comune, che a dicembre dovrà inviare a tutti un cospicuo conguaglio. Una vergogna senza fine, che speriamo terminerà l’8 e 9 giugno alla prossime elezioni amministrative».

Bori A intervenire sulla vicenda è anche il segretario del Pd Tommaso Bori, che parla di «operazioni elettoralistiche per provare a parare i contraccolpi»: «Provvederemo a informare le associazioni dei consumatori – dice – per poi inoltrare un formale esposto alle autorità di vigilanza, denunciando il mancato invio dei conguagli relativi alla tassa sui rifiuti». Secondo il consigliere regionale il Comune «in piena campagna elettorale, tenta di correre ai ripari facendo inviare solo tre dei quattro bollettini previsti per il pagamento della tassa. Purtroppo l’amara sorpresa per i cittadini di Perugia è solo rimandata dato che a fine anno si troveranno comunque a fare i conti con un sonoro aumento delle bollette». 

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