di Daniele Bovi
In media sette per cento per le famiglie e otto per cento per le attività economiche. A tanto ammonteranno a Perugia gli aumenti della Tari per quanto riguarda il 2024, mentre per il 2025 bisognerà capire che conseguenze produrrà il nuovo metodo di calcolo che Arera (l’Autorità nazionale di regolazione per energia reti e ambiente) sta preparando. Le tariffe sono state varate mercoledì mattina (otto i voti a favore, cinque quelli contrari) dalla commissione Bilancio nel corso di quella che è stata l’ultima seduta della consiliatura. Lunedì invece arriverà il via libera definitivo in consiglio.
I calcoli Come spiegato da Annalisa Maccarelli, responsabile dell’ufficio Tari di Gesenu, per il 30 per cento delle utenze domestiche le bollette oscilleranno tra una lieve diminuzione – cinque euro – e un aumento di pari entità; per un altro 60 per cento invece gli incrementi andranno dai 30 ai 35 euro, «quindi per il 90 per cento degli utenti – ha detto – gli aumenti saranno miti». Secondo Maccarelli poi tenendo conto dell’inflazione (causa principale dell’ulteriore impennata della Tari), «nel 2024 per una famiglia di tre persone che vive in cento metri quadri la tariffa è più bassa rispetto al 2014». Il problema è che gli stipendi non sono cresciuti di pari passo nell’ultimo decennio, specialmente in una regione che su questo fronte paga un gap importante rispetto alla media del paese.
PERUGIA, AUMENTI TARI: TUTTE LE NOVITÀ PER FAMIGLIE E IMPRESE
Cosa cambia Secondo i calcoli tra 2020 e 2024 per la “classica” famiglia di tre persone che vive in 100 metri quadri la Tari è passata da 370 a 422 euro, per quattro persone in 120 metri quadri da 454 a 500 euro; per due persone in 80 metri quadri da 292 a 349 euro; per un single in 55 metri quadri invece di passa da 142 a 199 euro. Alla seduta oltre all’assessora al Bilancio Cristina Bertinelli ha partecipato anche il dirigente Stefano Baldoni, che per il 2024 ha parlato di aumenti medi per le famiglie del 6,96 per cento, mentre per le «utenze non domestiche», cioè per le attività economiche, l’incremento è del 7,7 per cento.
Sentiero stretto Sia Bertinelli che Baldoni hanno spiegato che Comune e Gesenu si muovono lungo un sentiero molto stretto con ridotte capacità di manovra. A stabilire il metodo di calcolo è infatti Arera e «quindi non ci sono possibilità di incidere». Fino a oggi la tariffa viene calcolata sulla base di quanto stabilito da un decreto del presidente della Repubblica del 1999; l’Autorità però in autunno dovrebbe pubblicare un nuovo metodo per il prossimo anno: «Staremo a vedere – ha commentato Maccarelli – ma credo sarà brutalmente aritmetico». Anche la rappresentante di Gesenu ha sottolineato che rispetto al passato, cioè rispetto ai tempi della Tarsu, le cose sono cambiate: «All’epoca – ha ricordato – parte dei costi venivano coperti dalla tariffa, con i Comuni che mettevano il resto a seconda delle disponibilità; poi il sistema è cambiato in modo dirompente: tutto è disciplinato a livello nazionale, con noi e l’amministrazione che dobbiamo solo fare i conti alla fine».
Le critiche Per le opposizioni però qualcosa il Comune avrebbe potuto fare. La dem Erika Borghesi a proposito degli ulteriori aumenti ha parlato di un «dato preoccupante per famiglie sempre più in difficoltà e i cui stipendi sono rimasti fermi. Che si è fatto politicamente negli ultimi dieci anni per diminuire i costi? La promessa tariffa puntuale dov’è?». Francesca Tizi del M5S ha parlato poi dell’«ennesimo aumento senza un miglioramento del servizio. La tariffa puntuale è stata puntualmente non attuata». «Questa giunta – dice invece Antonio Donato, coordinatore comunale del M5S – ha voluto sbandierare la gestione del Comune come fosse un’impresa il cui lavoro è volto a produrre utili, ma la realtà è ben diversa. Ed ecco che i cittadini si ritrovano un aumento vertiginoso della Tari. Tutto questo nonostante le promesse elettorali del sindaco Romizi scritte, nero su bianco, nel programma di mandato 2019–2024 dove si impegnava alla riduzione della Tari di almeno il 10 per cento».
