di Iv. Por.
C’erano una volta il Blackberry, il Dorian Gray, il Domus, il St.Andrew’s, il Celebrate, lo Zoologico e molti altri. Oggi non c’è più nessun locale da ballo nel centro storico di Perugia, né è previsto che ne possano aprire nuovi. E l’Acropoli non ne ha certo tratto giovamento in termini di sicurezza. Così il consigliere comunale Pd Tommaso Bori lancia sul tavolo della maggioranza un’idea: lo sblocco delle licenze dotando i locali di una “patente a punti” per il rispetto delle regole.
La proposta in sintesi Attraverso un odg Tommaso Bori chiede alla Giunta di rivedere il piano del commercio, adottato nel 2002, per il centro storico. Il riferimento è al divieto in vigore di apertura e trasferimento di esercizi che vengono classificati come locali con “licenza di pubblico spettacolo con attività connesse al ballo”. Il consigliere del Pd ricorda, infatti, che attualmente nell’acropoli non è presente alcun locale di questo genere, con conseguente negative in termini di frequentazione del centro storico da parte dei giovani. A tal proposito, dunque, Bori ha proposto di modificare il piano del commercio vigente sul punto consentendo l’apertura di locali con attività da ballo, purché gli stessi risultino adeguatamente insonorizzati.
Nessun locale «All’attuazione della Delibera del 2002 – scrive Bori – risultavano vari locali già presenti in centro storico, dunque non sottoposti al blocco della licenza, ovvero: Dorian Gray, Viale Roma. Domus, Via del Naspo. Club 27, Via Bartolo. Story Teller, Via del Bovaro. Rispetto ad allora, oggi risulta che tutti i locali abbiano cessato la propria attività tranne uno, il Dorian Gray, che ha cambiato la propria denominazione in Velvet. Ad ogni modo non è presente alcun locale di pubblico spettacolo con licenza connessa all’attività di ballo in tutta l’acropoli della città di Perugia, il che costringe tutti i giovani perugini, gli studenti fuorisede che la nostra città ospita e i ragazzi delle città limitrofe a spostarsi in periferia o in altri comuni per poter ascoltare concerti musicali o serate di intrattenimento in cui vi sia la possibilità di ballare».
Il centro frequentato è più sicuro Le ricerche del settore, fa notare Bori, hanno dimostrato che «una zona vissuta da giovani coppie, famiglie, ragazzi e studenti è una zona sicura e che il miglior presidio contro il degrado e la micro-criminalità è la presenza delle persone in tutte le zone e nelle varie fasce orarie. L’attrattività di un centro storico si misura anche sulla qualità dei locali, degli spettacoli e dell’intrattenimento che è in grado di offrire ai turisti, ai residenti e ai suoi frequentatori. Non è altresì pensabile che in tutta l’acropoli non vi sia neppure un locale con una licenza di pubblico spettacolo connessa all’attività di ballo a causa della chiusura dei locali precedentemente presenti e il contestuale blocco del rilascio di nuove licenze».
Patente a punti Spazio, dunque a nuove licenza, chiede Bori, permettendo comunque solo «l’apertura di locali che abbiano ottemperato alle prescrizioni legislative in relazione all’insonorizzazione e al rispetto della quiete, al fine di rivitalizzare il centro storico, favorire la socialità nell’acropoli ed incentivare le realtà musicali e culturali nella nostra città». Bori, infine, chiede di «prevedere l’introduzione, di intesa con i gestori, di regole di comportamento chiare e di gestione dei locali pubblici con una apposita “patente a punti” sulla scorta delle iniziative adottate in altri Comuni come Torino, Firenze , Bari e Brescia». Un impegno che porti alla chiusura in caso di ripetute violazioni delle norme, salvaguardando chi, invece, le rispetta.
