Una zecca

di Ivano Porfiri

L’allarme a Umbria24 giunge da un lettore, che segnala come siano in aumento i ricorsi alle strutture ospedaliere per le punture di zecche. Per questo, abbiamo contattato il dirigente del pronto soccorso per analizzare il fenomeno dal punto di vista clinico.

La segnalazione «Buongiorno – scrive il nostro lettore – mio padre è stato punto da una zecca e sono una decina di giorni che è ricoverato in ospedale. Informandomi ho scoperto che quest’anno, causa mutamenti climatici e trascuratezza del verde pubblico, sono decine gli accessi ai pronto soccorso di Castiglione del Lago, Città della Pieve e Perugia. Potete creare un articolo su questa “epidemia”, su come prevenire e come riconoscere il problema? Poiché spesso le sintomatologie non vengono immediatamente riconosciute dai medici a causa di numerosi disturbi. Vi ringrazio, un saluto».

Casi in aumento Come spiega il direttore del pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia di Perugia, Mario Capruzzi, contattato attraverso l’ufficio stampa del nosocomio, il fenomeno è in costante aumento, soprattutto con il cambio di stagione, per persone che entrano in contatto con gli animali o frequentano ambienti vicino a paludi che favoriscono la proliferazione degli insetti (2-3 a settimana solo a Perugia ma la zona del lago è la più colpita). «Specie con l’arrivo della primavera – dice Capruzzi – è frequente il caso che pazienti di qualsiasi età si arrivano al pronto soccorso perché, avendo riscontrato occasionalmente di essere stati attaccati da un insetto, che spesso soltanto in fase diagnostica si scopre essere una zecca. Generalmente le zone più colpite sono le parti intime o il cuoio capelluto».

Come si interviene Una volta scoperto che la puntura è di una zecca, spiega Capruzzi, «si rende necessario intervenire chirurgicamente, rimuovendo l’insetto con una manovra antioraria, in maniera che non possa rimanere nella sede della puntura il rostro. Eseguito l’intervento, praticamente la patologia sparisce, ma è necessaria una terapia antibiotica. Se, al contrario, non si interviene in maniera profonda ed immediata, il paziente può accusare dolore, febbre elevata ed aumenta del volume dei linfonodi. In quel caso è indispensabile la terapia antibiotica con riposo assoluto. Solo in casi straordinari si rende necessario l’intervento dei medici delle malattie infettive».

Il consiglio I sanitari, come profilassi e come consiglio di carattere generale, invitano i cittadini che hanno il sospetto di essere stati punti dalla zecca di interpellare prima il medico curante e poi di accedere alle strutture ospedaliere per gli opportuni controlli.

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