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Una protesta delle lavoratrici sotto palazzo dei Priori

di D.B.

Quasi mezzo milione di euro, per la precisione 450 mila euro. A tanto ammonta il passivo accumulato nel corso degli anni dalla scuola Santa Croce di Perugia. A riferire la cifra è stata Ivana Mascelloni, presidente del cda dell’istituto che venerdì mattina, a palazzo dei Priori, ha parlato della situazione della scuola di fronte ai membri della commissione Bilancio. In discussione c’era l’ordine del giorno di Leonardo Miccioni, Pd, che impegnava la giunta a confermare i contributi erogati alla scuola dell’infanzia, con un importo pari almeno al contributo più basso erogato dalla precedente amministrazione, ovvero 110 mila euro. Un ordine del giorno bocciato con 6 voti contrari (Vignaroli, Fronduti, Sorcini, Cenci, Pittola, Mignini), 2 astenuti (Nucciarelli, Rosetti) e 4 favorevoli (Bistocchi, Vezzosi, Miccioni, Mirabassi).

I contributi Nel corso del suo intervento Mascelloni ha fatto l’elenco di tutti i contributi ricevuti dalla Santa Croce, dopo aver sottolineato come la scuola per l’infanzia, istituita nel 1950 con atto del Comune, abbia portato lustro alla città intera. Nel 2009 il contributo richiesto dalla scuola e assegnato fu di 450 mila euro, che ha permesso di chiudere il bilancio in pareggio; nel 2010 invece il Comune contribuì alle spese con la somma di 320 mila euro. «Questa manovra – ha detto Mascelloni – impose un aumento delle rette creando un notevole malcontento nelle famiglie». Nel 2011 poi vennero confermati i 320 mila euro con conseguente incremento delle criticità. Nel 2012 il contributo è calato a 300 mila euro e il bilancio viene chiuso con 84 mila euro “virtuali”, dato che la cifra promessa infatti non è stata mai erogata dal Comune.

Serve un piano Nel 2013 arrivano 110 mila euro con un rosso che tocca gli 84 mila euro, mentre l’anno scorso si passa a 70 mila euro, la cifra che la nuova amministrazione vorrebbe confermare, sempre che la si riesca a trovare tra le pieghe del bilancio comunale. L’assessore allo Sviluppo Michele Fioroni, che ha partecipato ai lavori in sostituzione dell’assessore Dramane Waguè (assente per problemi di salute), ha sottolineato la necessità di «ristrutturare il debito pregresso affrontando al contempo le esigenze di equilibrio sulla spesa corrente al fine di evitare il riproporsi di un cronico disequilibrio». Fioroni poi ha invitato il nuovo consiglio di amministrazione ad elaborare un piano che consenta di intervenire «in maniera strutturale alle croniche carenze economiche attraverso un processo di razionalizzazione del modello gestionale».

Cifra insufficiente A proposito dei 70 mila euro proposti Miccioni ha detto che si tratta di una cifra insufficiente, concetto espresso anche da Cristina Rosetti del M5S che ha chiesto anche «un intervento strutturale». Dai banchi della maggioranza invece Massimo Perari (FI) e Otello Numerini (Progetto Perugia) hanno parlato delle difficoltà che gli enti locali incontrano, mentre Piero Sorcini (FI) ha messo sul tavolo la necessità di ascoltare l’assessore al Bilancio Cristina Bertinelli, alla quale spetterebbe il compito di indicare l’entità degli interventi economici nelle reali possibilità dell’Amministrazione. Il consigliere Mignini di Fratelli d’Italia, da ultimo, concorda con la Rosetti nell’inutilità di «soluzioni tampone» e propone che al tavolo di discussione siedano tutti i rappresentanti delle istituzioni.

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.