di Ivano Porfiri

Hanno aspettato le 18.30 in fila fuori al portone di legno in piazza Monteluce. Come all’ora delle visite in ospedale. C’era tanta curiosità di vedere come sta cambiando un luogo così familiare come l’ex policlinico, che dalle macerie sta rinascendo come il quartiere più moderno della città.

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In coda Fra le 18.30 e le 21 centinaia di perugini hanno preso il numerato e hanno atteso il proprio turno per visitare a gruppi il cantiere della Nuova Monteluce. Un accogliente cortile con un praticello verde posato per l’occasione subito dopo quella che una volta era la portineria dell’ospedale. Ad accoglierli la musica allegra della P-Funking band e un aperitivo. Sulla testa la stecca salvata dalla demolizione (una delle due, a parte la chiesa di Santa Maria della Misericordia). Davanti la rete da cui si vede il cantiere.

Proponi il nome per le piazze della Nuova Monteluce Durante la Nuova Monteluce open night ha preso il via l’iniziativa per la raccolta di proposte per la denominazione degli spazi principali del progetto: la prima corte e le due piazze pedonali. I cittadini hanno potuto indicare la toponomastica di questi tre spazi depositando i suggerimenti in due urne. L’iniziativa continua e si potranno lasciare le idee per i nomi in una cassetta che sarà posta all’ingresso della Nuova Monteluce o mandare una mail all’indirizzo info@nuovamonteluce.com. Le proposte più belle verranno poi presentate all’amministrazione comunale così che vengano tenute in considerazione per la scelta definitiva.

Lo stato dei lavori Ad oggi risultano completate le strutture interrate, comprendenti i parcheggi, al di sopra delle quali procede la realizzazione delle piazze e dei primi quattro edifici, al cui interno saranno dislocati spazi commerciali, uffici e altri servizi. Oltre il perimetro dell’ex ospedale sono già visibili le sagome dei nuovi fabbricati che compongono il nucleo del progetto e – unitamente alle urbanizzazioni – costituiranno la prima fase della Nuova Monteluce. La fine dei lavori della parte centrale è attesa per giugno 2014. Terminata questa prima tranche, si comincerà a lavorare alla seconda parte (scadenza prevista: estate 2015) nella quale verranno realizzati, per il primo lotto, circa 50 appartamenti.

Tra passato e futuro Lo sguardo della gente è incuriosito. Ma i discorsi erano più rivolti al passato che al futuro: «Ti ricordi qui c’era…». D’altronde quel cantiere trasuda la storia di generazioni: nascite, morti, gioie, tristezza. I fantasmi della città che non c’è più, ma che sta rinascendo in una forma nuova. Moderna, chic. «Io qui ci sono nato», dice un uomo. «E magari tuo nipote ci verrà a vivere». «Già, speriamo. Certo che vedere il quartier vuoto come è adesso è proprio una tristezza».

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