Il marchio comunale

di Daniele Bovi

Con aprile alle porte il Comune di Perugia mette mano al regolamento che disciplina sagre e feste comunali, in tutto una cinquantina sul territorio di Perugia tra aprile e novembre. In particolare con la modifica approvata nei giorni scorsi dalla giunta, chi vorrà fregiarsi del marchio «sagra o festa popolare etica di qualità del Comune di Perugia» dovrà dimostrare di aver investito almeno tremila euro del ricavato nel territorio. Il marchio è attribuito a quelle sagre o feste popolari (la distinzione è stata introdotta dalla riforma del settore varata a fine 2014 dalla Regione) che rispettano almeno una di queste condizioni: investimento di una parte degli utili dell’edizione precedente in lavori di recupero di aree degradate o in opere al servizio della comunità (dai giardini ai parchi e così via); un menù con al massimo due primi, due secondi, due contorni e due dolci propri della tradizione locale. Centrato uno di questi obbiettivi, arriva il riconoscimento da parte del Comune, che nel novembre scorso ha anche approvato il logo di cui sagre e feste potranno vantarsi.

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Le modifiche Per evitare però che l’investimento nel territorio sia meramente simbolico, la giunta comunale ha deciso di precisare ulteriormente l’articolo 7 del regolamento che disciplina questo aspetto, inserendo una cifra minima pari a tremila euro. «In relazione alla diversità delle situazioni in cui versano le realtà associative impegnate nell’organizzazione delle manifestazioni nel territorio perugino – scrive la giunta comunale – e nel contempo dell’interesse pubblico alla realizzazione di interventi di un valore economico apprezzabile, si ritiene congruo definire nell’importo di tremila euro la somma minima da destinare alla realizzazione delle opere a servizio della comunità che la disposizione considera utile per l’attribuzione del riconoscimento». Un’ulteriore specificazione arriva anche riguardo ai piatti da servire alle migliaia di persone che ogni anno affollano le sagre e le feste: il limite (due piatti) dovrà essere osservato anche per quanto riguarda gli antipasti.

Twitter @DanieleBovi

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