Avviene in una sala giochi sotto le lenti delle telecamere. Una donna perugina di 50 anni è alle prese con la slot machine. Distrattamente appoggia il suo smartphone di ultima generazione sulla macchina da gioco con la quale interagisce e assorta dal divertimento non fa caso al fatto che si avvicina qualcuno intento a sottrarglielo. quel qualcuno è B.M., classe 1979, anch’egli perugino.

Il furto A questo punto l’azione si fa semplice, basta approfittare dalla momentanea distrazione della donna e portarle via quell’oggetto così ambito. Pochi secondi ed – è il caso di dire – il gioco è fatto. La donna si accorge che il suo smartphone non è più lì dove l’aveva appoggiato. Non resta dunque che chiamare la polizia.

Beffato dalle telecamere Pronto il sopralluogo degli agenti sul luogo del furo, dove è possibile visionare le telecamere per ricostruire la dinamica del furto e quindi risalire all’autore. In poco tempo la polizia ha pronta la denuncia con le generalità del giovane perugino che si è reso autore del furto. su di lui pende l’accusa di furto aggravato. Alla storia però si aggiunge un altro capitolo, quello della spontanea riconsegna dell’oggetto. Infatti martedì mattina il perugino del 79, accompagnato dal suo avvocato bussa alle porte della questura per restituire l’oggetto che aveva rubato. Troppo tardi? Rimorso di coscienza? Strategia difensiva per ridurre i danni una volta considerata l’ipotesi di essere ormai in trappola? Chissa. Intanto la 50enne perugina ha riavuto il suo prezioso smartphone e probabilmente anche la lezione a non farsi prendere troppo dal gioco.

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