di Daniele Bovi

Oltre 480 mila euro. Per la precisione 484.289 euro e spiccioli. A tanto ammonta il rosso delle farmacie comunali di Perugia messo nero su bianco da palazzo dei Priori e relativo ai bilanci di previsione (della gestione propria) che vanno dal 2013 al 2015. L’Afas insomma, ovvero l’azienda speciale che gestisce 13 farmacie pubbliche, ha bisogno di una cura per far tornare i conti in equilibrio. La strategia è stata elaborata giovedì nel corso della riunione della giunta di Wladimiro Boccali: strategia che nelle intenzioni dovrebbe permettere all’Afas, che tramite una convenzione gestisce anche una farmacia nel comune di Magione (a San Feliciano) e una in quello di Corciano (a San Mariano), di scongiurare che alla fine del 2015, tirando una riga, i conti siano in rosso proprio di quei 484 mila euro.

I conti Secondo i calcoli di palazzo dei Priori nel 2013 l’utile netto di esercizio dell’Afas sarà negativo per 176.530 euro, nel 2014 per 170.108 euro e nel 2015 per 137.651 euro. Un trend di previsione in miglioramento ma che non permette di certo di centrare un sano equilibrio. Analizzando le tabelle si nota come i ricavi di esercizio (al netto dell’Iva) passano dai 16,9 milioni del 2013 ai 17,6 del 2015; il costo del venduto da 11,1 a 11,6 milioni; il valore aggiunto da 5,7 a poco meno di sei milioni; le spese per il personale da 3,477 a 3,618 milioni, quelle per prestazioni di servizi ed oneri di gestione da 930 mila euro a 968 mila; le trattenute del Servizio sanitario nazionale da 450 mila a 468 mila euro. Il margine operativo netto così migliora leggermente passando da -55 mila a -50 mila euro. A mostrare nel prossimo triennio, secondo le previsioni del Comune, un nettissimo miglioramento saranno invece gli oneri finanziari: da -77 mila euro a +40 mila.

La cura Con questo stato di salute il medico di palazzo dei Priori prende penna e ricettario ed elabora una cura per le farmacie comunali che prevede quattro diverse medicine. La prima riguarda il magazzino: qui lo scopo dichiarato è quello di ottimizzare e razionalizzare la gestione delle scorte. Con la seconda si punta invece a ricontrattare, mediante nuove gare, i prezzi di acquisto di beni e servizi «operando – scrive palazzo dei Priori – una revisione generale delle spese di funzionamento». La terza riguarda il personale, da riorganizzare per arrivare ad una «riduzione dei costi e al miglioramento della produttività dello stesso». Da ultimo le 13 farmacie comunali dovranno pensare anche ad una diversa politica commerciale, che miri a quei prodotti «extra-farmaci in grado di aumentare il fatturato».

Il bilancio 2011 La svolta pensata da palazzo dei Priori arriva dopo un bilancio 2011 chiuso con una perdita d’esercizio di 142.932 euro risultato di una perdita della gestione propria (ovvero le farmacie del comune di Perugia) di 158.345 euro e di un utile netto di quelle di San Feliciano e San Mariano pari a poco più di 15 mila euro. Una perdita connessa sia al peggioramento generale della gestione caratteristica per effetto della riduzione del fatturato che ad un peggioramento della gestione finanziara e straordinaria. Dal punto di vista della gestione ordinaria infatti per la prima volta c’era stata una riduzione dei ricavi rispetto all’anno precedente a fronte della quale non è comunque potuta corrispondere una riduzione dei costi di produzione.

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