Le scale mobili della Rocca Paolina

di Ivano Porfiri

Le scale mobili di Perugia hanno rischiato di essere chiuse a un mese dall’inizio di Umbria Jazz. Dovevano essere «revisionate» entro il 12 giugno, come prevede la legge. Il ministero ha concesso, in extremis, una proroga di 12 mesi previa una serie di controlli.

Proroga A dare la notizia della proroga, in termini piuttosto polemici, il sottosegretario ai Trasporti, Rocco Girlanda. «I tecnici del ministero delle Infrastrutture e Trasporti – spiega – malgrado la tardiva attivazione delle procedure per consentire la sostituzione delle 9 scale mobili del percorso che collega piazza Partigiani a piazza Italia da parte del Comune di Perugia, la cui revisione scadeva proprio oggi, hanno concesso una proroga di 12 mesi, previa l’attuazione di tutti i controlli e le verifiche necessarie per garantire la sicurezza e la funzionalità all’utenza».

Comune in ritardo «In questo modo – sottolinea Girlanda – sono stati evitati gravi disservizi all’utenza, tanto più a fronte della prossimità di un evento importante quale Umbria Jazz. L’accessibilità e il deflusso dell’acropoli perugina, infatti, dipendono in maniera determinante dagli impianti delle scale mobili e rincresce il ritardo con cui il Comune di Perugia si sia attivato per far fronte a quanto previsto dalle disposizioni sugli adeguamenti tecnici e le revisioni periodiche per i servizi di pubblico trasporto, contenute nel D.M. 23/85. La proroga, tuttavia, è subordinata ad attente verifiche che andranno effettuate entro trenta giorni e ripetute tra sei mesi, la presenza continuativa di personale presso le zone di imbarco e sbarco del gruppo di scale per intervenire per qualsiasi emergenza in tempo reale e – conclude Girlanda – il raddoppio delle frequenza dei controlli previsti dai manuali d’uso e manutenzione dei singoli impianti».

Replica del Comune Non tarda ad arrivare la replica del Comune a Girlanda. «Nessuna “tardiva attivazione” delle procedure per la sostituzione delle scale mobili della Rocca Paolina, e nessun “ritardo” di cui il sottosegretario Girlanda possa rincrescersi – fanno sapere da Palazzo dei Priori -. Il Comune, in realtà, si è attivato per tempo, trovando un interlocutore molto serio nel ministro Maurizio Lupi e nel suo Gabinetto, nonché nella senatrice Valeria Cardinali. Il Comune ha fatto anche proposte di emendamento al decreto, con relazioni tecniche che a suo tempo sono state consegnate al ministero dei Trasporti. Da considerare che si lavora con una normativa del tutto datata (che risale al 1985) in base alla quale vengono equiparate  le funivie con gli impianti di percorsi meccanizzati in ambienti chiusi. Nei mesi scorsi, inoltre,  è stato molto difficile interagire con strutture governative». La proroga, secondo il Comune «è stata ottenuta prevedendo la possibilità di tenere aperte le scale mobili soltanto per l’evidente e puntuale manutenzione di cui gli impianti sono stati fatto oggetto nel tempo e periodicamente. Stupisce il comportamento del sottosegretario Girlanda nel rapportarsi ad una istituzione come il Comune di Perugia. L’onorevole Girlanda dovrebbe conoscere le difficoltà degli enti locali, per quanto riguarda bilancio e rigidità del patto di stabilità. Nonostante ciò, il Comune ha inserito le risorse per la sostituzione degli impianti nel bilancio dell’anno corrente».

Inizia il count down L’ammodernamento delle scale mobili è, infatti, previsto nel Piano triennale delle opere pubbliche del Comune. Alla voce «Restituzione vita tecnica scale mobili Rocca Paolina» c’è l’importo 2,6 milioni di euro. Una bella cifra, non semplice da trovare. Anche perché l’intervento, specie quello nella Rocca Paolina, si presenta difficile da punto di vista tecnico per l’ìmportanza del patrimonio storico artistico che potrebbe essere danneggiato. Ecco perché, secondo quanto riporta La Nazione, Palazzo dei Priori non pensa a una sostituzione tout court (possibile solo per la parte esterna, la prima rampa da piazza Partigiani) quanto piuttosto una «ricostruzione» con tecnologie nuove intorno al traliccio già impiantato nella Rocca con le vecchie scale mobili. Fra l’altro si potrebbe risparmiare, con le nuove scale, parte dei 72 mila euro di elettricità che servono per far funzionare l’impianto attuale. Ora, dopo aver passato i test previsti, si avrà un anno per trovare i soldi e fare i lavori. Altrimenti quello che è tutt’oggi uno degli esempi più funzionali di mobilità alternativa rischia di diventare il primo esempio di archeologia industriale incastonata in un sito archeologico.

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