«La soluzione migliore per l’attuale collegio di Elce è un collegio nuovo a Elce». A dirlo sono i vertici di Onaosi a proposito della struttura sul cui futuro, nelle ultime settimane, molto si è discusso. Alla fine di aprile il cda di Onaosi ha approvato all’unanimità un documento in cui si indicano una serie di soluzioni che riguardano la riorganizzazione delle strutture. In una nota Onaosi spiega che il collegio unico di Elce al momento «non garantisce un completo e adeguato comfort abitativo», e necessita di costosi interventi di riqualificazione energetica e impiantistica. Oltre a ciò, diverse aree hanno indici di vulnerabilità sismica al di sotto dei limiti previsti, mentre in quelle rientrate nei valori prescritti sono stati temporaneamente ricollocati alcuni studenti e servizi.

Il progetto L’obiettivo è quindi quello di dare vita a un nuovo collegio «adeguato nelle superfici e nei volumi alla effettiva domanda e che concentri tutta la nostra offerta ricettiva a Perugia», con standard di accoglienza e di risparmio energetico elevati; un progetto che dovrebbe servire anche a recuperare risorse materiali e umane – spesso insufficienti – oggi dislocate in diverse sedi. Un cantiere di questo tipo avrebbe bisogno di quattro o cinque anni, durante i quali i ragazzi non potrebbero essere ospitati. Da qui l’esigenza di una riorganizzazione, che prevede lo spostamento nella residenza e campus di Montebello, che si andrebbe ad aggiungere alla Sapienza. Onaosi poi sottolinea che nel corso di questo periodo sarebbero anche tutelati tutti i posti di lavoro.

Sforzo notevole Altre soluzioni tampone, concepite nel corso degli anni per superare i problemi del collegio di Elce, vengono giudicate inefficaci e inefficienti. «Questo investimento a Perugia – spiega la fondazione – rappresenta uno sforzo notevole per l’Onaosi, sotto il profilo economico-finanziario, gestionale, amministrativo, tecnico progettuale reso ancora più complesso da un contesto di crescita del costo del denaro, delle materie prime e dei manufatti del settore edilizio, dell’energia, della logistica. Non è da meno la complessità politica, dovendone commisurare le ricadute economiche alla valenza nazionale dell’Ente e ai bisogni anche altrove emergenti e che legittimamente sollecitano risposte adeguate». Un progetto sul quale viene richiesta infine la «fattiva e concreta collaborazione delle istituzioni pubbliche della città e della Regione», con le quali è già in corso un’interlocuzione.

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