di Daniele Bovi
C’è l’idea di un «centro storico aperto, accessibile ma regolamentato» alla base della cosiddetta delibera quadro sull’acropoli approvata giovedì dalla giunta comunale. Più apertura, seppur regolata, che scaturisce dalla consapevolezza che «serviva – ha spiegato sabato mattina illustrando l’atto l’assessore alla Mobilità Roberto Ciccone – un cambio di rotta contro un declino che era sotto gli occhi di tutti. Un declino di un centro storico radicalmente cambiato rispetto ai tempi del vecchio regolamento Ztl».
Il senso politico Sta in questa mutazione e in questa consapevolezza quindi il «senso politico» della delibera adottata dall’esecutivo e i cui punti salienti, pubblicati giovedì, prevedono nuovi orari a partire dal primo maggio fino al 31 dicembre (apertura dalle 13 a mezzanotte nei giorni lavorativi e dalle 7 alle 24 in quelli festivi), controlli intensificati grazie alle telecamere, l’idea di un «anello» libero in piazza Italia per permettere di far salire e scendere da un’auto una persona, interventi sul decoro urbano e realizzazione di tre nuovi parcheggi. L’unica eccezione al nuovo orario, valido per tutti i settori, riguarda via del Roscetto dove l’apertura è dalle 16 alle 20 in base ad un accordo con i residenti.
PARCHEGGI, NUOVI ORARI E NON SOLO: TUTTI I PUNTI DELLA DELIBERA
Fare il massimo In più Ciccone, che presenterà il nuovo regolamento Ztl al massimo tra due giovedì, spiega che si sta lavorando per applicare la tariffa agevolata da due euro (dalle 8 alle due di notte) anche per il parcheggio di viale Pellini mentre giovedì, in Comune, commercianti e Sipa (della quale palazzo dei Priori dopo la vendita dell’ultimo 20% non fa più parte), si incontreranno per cercare di stringere l’accordo che prevede il possibile rimborso del biglietto a quei clienti che salgono in centro per fare shopping. E proprio a commercianti e imprenditori Ciccone chiede di «mettere in campo tutto quello che i può mettere» in termini di idee e progettualità. Entro giugno poi partirà, a Pian di Massiano e in centro storico, il servizio di bike sharing con biciclette elettriche a pedalata assistita.
Meglio qualche schiamazzo in più A qualche associazione di residenti che storce il naso di fronte ai nuovi orari Ciccone risponde che la delibera non contiene le «tavole della legge» e che è comunque «frutto di un lungo e complesso confronto con tutti». E poi «meglio tollerare qualche schiamazzo in più che lasciare il centro al silenzio e al vuoto dove possono prosperare le attività illecite. Perché come mi ha detto qualcuno, una “lama” (una siringa, ndr) non fa rumore». Una volta approvato il regolamento lo si metterà alla prova dei fatti: «Di fronte a noi – dice Ciccone – abbiamo otto mesi importanti dove valuteremo le nuove regole. Lavoreremo con attenzione e in caso miglioreremo e correggeremo». Quello che preme all’assessore è sottolineare come il nuovo pacchetto è stato pensato «anche per i nostri ragazzi rifiutando radicalmente l’equazione giovani uguale alcol e droga».


Vivo in centro e per esperienze dico che la chiusura della ztl alle 22 era un orario disagevolissimo. L’apertura fino a mezzanotte mi pare una scelta migliore, perchè la diaspora dei perugini (e anche dei visitatori) è dovuta in gran parte alla ferrea chiusura del centro, all’eccesso la situazione in cui i vigili urbani multano anche in orari di apertura le auto che di sera escono dal centro o sono lasciate in sosta per accompagnare una persona fino a casa, mentre lasciano liberi e allo sbando i troppi spacciatori e drogati (il vigile urbano deve vigilare sull’urbe, non solo sulle automobili, che l’amministrazione lo spieghi loro).
In città con acropoli non ho mai visto un abuso tale del traffico limitato e del parcheggio riservato a settori (che poi restano vuoti, si veda viale S.Antonio). Ci si dovrebbe accorgere che il nostro centro è un acropoli e renderlo agevole ai disabili, a passeggini e bambini, agli anziani. Capisco il problema smog, ma si agisca in zone come la Stazione e dintorni contro l’inquinamento. Il centro raccoglie scuole, musei, biblioteche, università, teatri… Un tempo anche cinema, che tristezza… Una città che non rende vivibile il proprio centro storico non è una vera città. Se si pensasse meno ad alzare centri commerciali ed estendere periferie di cemento e si migliorasse davvero la qualità di accesso al centro e di vivibilità (l’igiene di alcune vie del centro versa in condizioni inammissibili) Perugia sarebbe una delle città più affascinanti e la sua acropoli una delle più belle al mondo.
Una perugina di Sinistra, che nonostante tutto, ama la sua città.
Ancora buttare soldi sul bike sharing??
Ma al Comune si sono accorti che questa citta’ e’ in salita?
Le biciclette non vengono utilizzate perche’ sono a Perugia sono estremamente
faticose, non per cattiva volonta’…
Spiegatelo all’assessore per piacere!!
Salve a tutti, concordo Per gran parte con Francesca. Il centro non necessita di piani futuristici d’avanguardia, ma di manovre intelligenti. Prima di teorizzare prigetti come il nuovo monteluce occorre RIPULIRE questa citta’.L’utilizzo dei vigili urbani che viene fatto in questa e’ di servizio cassa per il comune, ecco perché per mesi si tollerano roulotte di rom al pian di massimo ma le multe vengono fatte allo stesso percorso verde per esempio! l’amministrazione comunale e’ carente sotto centinaia di aspetti. Il problema droga e’ stato per anni taciuto, tollerato e scusato dalla presenza dell’università. Beh migliaia di città e di metropoli hanno università. Detto qst si potrebbe stare a parlare per mesi dei problemi vergognosi di cui soffre la nostra amministrazione, k’importante sarebbe rendere prima di tutto il centro un luogo vivibile per chi ama la città e non un posto da cui scappare, se poi chi vi risiede non teleria qualche piccolo disagio allora e’ inconsapevole di vivere in un centro storico e non merita attenzione.