Si va dai 12 euro l’anno dei residenti che non hanno un garage ai 70 di chi ce l’ha ma non lo usa. Gli artigiani pagheranno 38, i taxi 55 come i giornalisti. Niente gli invalidi e le donne incinte. Sono stati definiti i costi dei permessi annuali, giornalieri e temporanei per l’accesso alla Zona a traffico limitato di Perugia. E’ quanto prevede la delibera di giunta, approvata e presentata dall’assessore alla Mobilità, Roberto Ciccone, nella quale sono state individuate anche le categorie da esentare (veicoli del Comune, veicoli al servizio delle persone disabili e permessi rosa) e quelle da agevolare «massimamente» (residenti e veicoli elettrici).
Tariffe quasi invariate Per l’assessore Ciccone, le nuove tariffe «non subiscono sostanziali variazioni rispetto all’anno passato: in un momento delicato per l’economia nazionale – afferma l’assessore – abbiamo voluto mantenere un livello tariffario quasi sovrapponibile al precedente, con importanti riduzioni di costi per alcune categorie, piccoli arrotondamenti in altri casi e solo per determinati soggetti è stato previsto un aumento. Ma in nessun caso c’è stato un adeguamento agli indici Istat».
Agevolazioni e rincari Le agevolazioni riguardano le fasce più deboli della popolazione, i disabili, i lavoratori, con particolare riferimento a coloro che prestano la propria opera in orari disagiati, gli artigiani, le donne in gravidanza. «Qualche lieve aumento, invece – dice Ciccone – è stato apportato per dare un segnale di maggiore tutela dell’ambiente e per affermare comportamenti più sani». Gli incrementi sono per lo più diretti ai residenti che pur disponendo di garage non lo utilizzano; ai proprietari di veicoli di grandi dimensioni e Suv; ai proprietari di veicoli con massa a pieno carico sopra i 75 ql; e a quelli di veicoli particolarmente inquinanti. «Piccole variazioni che, però, sono a tutela del centro storico e, in ogni caso, in linea con le direttive dell’Unione europea».
Permessi giornalieri a pagamento Novità anche sul fronte dei permessi giornalieri che, in precedenza, erano gratuiti. Ora costerà un euro. «Abbiamo fissato una quota per disincentivare un uso improprio di questa tipologia di permessi – conclude Ciccone -, cui alcuni soggetti ricorrevano, praticamente, ogni giorno consecutivamente».

