Una delle sale di Umbrò (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Uno spazio aperto a chi in città ha idee e progetti e un punto di riferimento per il centro storico». Il presidente di Arci Umbria Franco Calzini ha parlato così di Umbrò, il nuovo locale tra via Oberdan e le scalette di Sant’Ercolano che dopo due anni e mezzo di lavoro aprirà i battenti in una data speciale per Perugia, ovvero sabato 20 giugno. Novecento metri quadri al coperto, duemila circa all’esterno grazie a una terrazza con vista sull’Umbria: spazi che saranno dedicati all’enogastronomia, con due ristoranti (uno con un menù à la carte), una caffetteria e un market, dove si potranno acquistare prodotti (tutti locali, molti a chilometro zero come salumi, formaggi, vino, olio, frutta, verdura e legumi) decidendo poi di portarli a casa o di affidarli ai cuochi che li cucineranno.

FOTOGALLERY: ECCO UMBRÒ

Cultura Per la selezione delle materie prime Arci ha sottoscritto un accordo con la Confederazione italiani agricoltori, mentre un altro partner sarà il Movimento turismo del vino dell’Umbria, a Umbrò per promuovere il vino umbro, per dare informazioni e per realizzare eventi a tema. Il nuovo locale, presentato martedì con una conferenza stampa, sarà dedicato anche alla cultura, con una libreria diffusa, una sala conferenze dove tenere presentazioni (come quella di sabato, quando alle 18 Matteo Pascoletti presenterà il suo primo romanzo, «I giorni della nepente», con la giornalista Vanna Ugolini) e altri appuntamenti culturali, come ad esempio i concerti.

IL VIDEO TOUR DENTRO UMBRÒ

Qualità «Tutto – ha detto Calzini – sarà all’insegna della qualità, dell’eccellenza, del rapporto con il territorio, dell’equità dei prezzi. Insomma, un’offerta accessibile a tutti. Sarà un luogo di cultura, di sapori e tradizioni, un’anima moderna di uno spazio antico». L’idea di realizzare la struttura nasce molti anni fa, nel 2009, «quando cercavamo – ha detto Calzini – un luogo per realizzare il nostro sogno di mettere insieme la promozione socio-culturale e l’enogastronomia». La scelta cade sull’ex ospedale, fondato nel 1305 e abbandonato da decenni tanto che «nessuno fino ad allora aveva presentato un progetto per il recupero di questi spazi, cosa che abbiamo fatto noi nell’ambito del Puc2». Per tre anni a causa di alcuni contenziosi tra il Comune e l’azienda che stava lavorando sull’ospedale tutto è rimasto fermo fino all’avvio dei lavori veri e propri per Umbrò, che partono a fine 2012.

Investimento da due milioni Complessivamente sono stati investiti circa due milioni di euro, dei quali solo il 12 per cento riguarda risorse pubbliche derivanti dai bandi sui centri storici e sulle attività commerciali. «Il resto – ha detto Calzini – arriva dal sistema creditizio che ha creduto nel progetto e da risorse interne». La gestione è affidata a Officina sociale per 15 anni, terminati i quali tutto tornerà nelle mani del Comune. Con l’apertura termina la prima fase di «un percorso che ci ha portati – spiega Calzini – fin dentro le viscere di una città nascosta ai più, e che grazie a questo lavoro viene restituita nella sua ritrovata bellezza ai cittadini di Perugia e del mondo». E in effetti gli spazi sono un dedalo di stanze, di angoli, di pietre antiche che tornano a vivere. Tutto ciò che riguarda Umbrò sarà veicolato anche attraverso un sito, online a breve, e un piccolo magazine mensile a cura del giornalista enogastronomico Bruno Petronilli.

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.