di Daniele Bovi
Lo sconto già c’è, anche se non sempre si vede. Basta fare un giro per le vie del centro di Perugia per notare infatti che molti commercianti hanno già anticipato di qualche giorno la partenza dei saldi invernali, che in teoria in Umbria scatterebbero il 4 gennaio per terminare il 4 marzo. In corso Vannucci, ad esempio, una grande catena di abbigliamento vende tutto già con forti ribassi, ma basta entrare in altri negozi anche più piccoli per capire che la corsa ad accaparrarsi qualche cliente è già partita. Sulle vetrine non compare nulla, niente scritte «Saldi» o ribassi che verranno applicati ma in fondo basta chiedere. In una boutique del centro storico un piumino da 390 euro viene scontato, su richiesta e dopo rapido lavoro di calcolatrice, fino ad arrivare a 330. In un’altra il jeans da 240 euro è possibile portarlo via anche a 200, sempre dopo aver chiesto.
Regole ridicole Lo sconto non riguarda solo i capi d’abbigliamento ma anche in alcuni casi la biancheria per la casa. Insomma, si possono fare affari anche su piumoni e lenzuola. Secondo il Codacons a livello nazionale in media l’80% dei negozianti sta già effettuando sconti con diversi metodi come scritte promozionali e invio a clienti di sms, lettere o, più semplicemente e come visto in alcuni casi a Perugia, facendo uno sconto. «Si tratta – spiega l’associazione dei consumatori – dell’ennesima dimostrazione di quanto sia anacronistico e ridicolo che le regioni debbano ancora fissare ogni anno le date dei saldi invece di lasciarle alla libera scelta di ogni singolo negoziante. Inoltre il crollo delle vendite di Natale dimostra quanto fosse opportuno accogliere la proposta di anticipare gli sconti prima delle feste».
Saldi liberi L’associazione dei consumatori vorrebbe un commercio più liberalizzato e per questo chiede al ministro dello Sviluppo economico Zanonato non solo i saldi liberi ma le vendite sottocosto libere, ossia la soppressione del Regolamento del Consiglio dei Ministri del 2001 che impedisce di vendere sottocosto per più di 3 volte all’anno, per una durata superiore a 10 giorni e più di 50 prodotti. Per quanto riguarda l’Umbria infine, secondo le stime del Codacons i saldi non faranno gioire i commercianti: solo una famiglia su tre comprerà qualcosa approfittando dei ribassi e spendendo al massimo 200 euro, il 10-15% in meno rispetto all’anno precedente.
Twitter @DanieleBovi
