Passa in consiglio comunale, con 18 voti a favore, 2 contrari e 8 astensioni, il regolamento in materia di sagre e feste popolari, già ampiamente discusso in sede di commissioni consiliari. Il regolamento fa seguito alla nuova legge regionale che cerca di mettere ordine nella materia intorno alla quale ruotano ben 361 manifestazioni in tutta l’Umbria.
La posizione della maggioranza A ricordare l’iter del nuovo regolamento di Perugia è stato il presidente della prima commissione consiliare Armando Fronduti, che, definendolo «innovativo», ha precisato come «il regolamento sia il frutto anche di un confronto con le associazioni di categoria di artigiani, commercianti e consumatori e con le associazioni organizzatrici». Anche l’assessore Cristiana Casaioli ha voluto sottolineare come «il regolamento vada nel senso già indicato dalla Legge regionale 2 del gennaio 2015 che vede le sagre e le feste popolari come un momento importante di valorizzazione del territorio e di integrazione sociale dei cittadini». Nel ricordare in aula i tratti salienti del regolamento, l’assessore ha puntualizzato come esso intenda «rafforzare la promozione del territorio e premiare quei cittadini che si impegnano in prima persona nella vita della città».
L’ELENCO IN ORDINE CRONOLOGICO
COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE REGIONALE
Opposizione contro Critica l’opposizione del Pd che con il consigliere Leonardo Miccioni ha voluto sottolineare come sarebbe stata più opportuna una maggiore condivisione con le parti sociali. «E’ vero – ha detto Miccioni – che l’assessore ha parlato con le associazioni di categoria e alcune di esse sono state audite anche in commissione, ma avremmo gradito ascoltarle più approfonditamente. Le sagre e le feste popolari rappresentano un importante occasione per il territorio non solo dal punto di vista culturale e sociale, ma anche economico, per questo sarebbe stato importante una maggiore condivisione». Anche sull’elenco dei prodotti, il consigliere Miccioni è stato critico perché sarebbe stato necessaria, a suo avviso, «una maggiore e attenta concertazione».
Il bollino etico La consigliera di Fratelli d’Italia, Clara Pastorelli ha presentato all’aula un emendamento con il quale si introduce al comma 5 dell’art. 7 del regolamento il riconoscimento del carattere di “Sagra o festa popolare etica di qualità del Comune di Perugia” a quelle manifestazioni che dimostrino il rispetto di almeno una delle condizioni sotto indicate, ovvero: di aver reinvestito una parte degli utili della precedente edizioni nel finanziamento di lavori di recupero di aree degradate o comunque di opere al servizio della comunità locale; di proporre esclusivamente un numero limitato di piatti comunque non superiore a due per ciascuna portata, che siano propri della tradizione locale, anche variabili ogni giorno. Infine, si introduce il comma 6 allo stesso articolo che riconosce la possibilità per le manifestazioni che hanno ottenuto il bollino, di poterlo utilizzare per promuoversi con uno specifico logo e di essere inserite di diritto nel sito del Comune di Perugia nell’apposita sezione. L’emendamento è stato approvato dall’aula con 18 voti favorevoli e 10 astensioni.
Pd e 5 stelle contrari I consiglieri Pd Miccioni e Mencaroni hanno ricordato che «tutte le pro loco di solito reinvestono nel territorio, per cui è ridondante affermarlo in un regolamento e semmai sarebbe comunque necessario limitare il riconoscimento di qualità a poche sagre, non a tutte». Ma su questo l’assessore Casaioli ha voluto ribadire il significato del bollino come «stimolo per le associazioni e i cittadini», sostenendo che sarebbe «una soddisfazione poter avere 56 manifestazioni tutte contrassegnate dalla caratterizzazione etica di qualità». Il consigliere di Forza Italia Piero Sorcini ha sottolineato come, a suo avviso, le sagre e le feste siano sostanzialmente dei momenti di incontro e di divertimento, «tutto il resto è retorica. Avrei gradito – ha detto il consigliere – un controllo sulla qualità dei prodotti e fiscale, che sono le vere questioni da tenere sotto osservazione, tutto il resto sono orpelli». Anche la consigliera Pd Borghesi è stata critica sul regolamento soffermandosi su alcune questioni già evidenziate in commissione, come l’indicazione più precisa dei servizi igienici, non specificata e il servizio di vigilanza che, a suo avviso, sarebbe ingiusto accollare alle associazioni organizzatrici. Per la consigliera del M5s Cristina Rosetti «il Comune ha perso un’occasione per fare qualcosa di meglio, ovvero una selezione di quelle sagre e feste che fanno la differenza e valorizzarle».
