di Ivano Porfiri
«Perugia e Qazvin sono due città molto più simili di quanto si possa pensare e presto il sindaco con una delegazione sarà qui da noi per fare un passo avanti verso il gemellaggio». L’assessore al Marketing territoriale del Comune, Michele Fioroni, Rivendica la primogenitura dell’idea di un accordo che, a breve, potrebbe portare la città iraniana a diventare presto la “settima sorella” del capoluogo umbro.
La visita di settembre «Mi fa molto piacere – afferma Fioroni – che Umbria24 abbia dato molto risalto al Memorandum firmato dall’ambasciatore Conciatori e da Adolfo Urso. Proprio con Urso e con il personale diplomatico ero stato a Qazvin il 29 settembre scorso per avviare il percorso verso il gemellaggio. La scelta è stata una felice intuizione, dato che si parlava già della fine delle sanzioni economiche e riteniamo che Perugia debba guardare a Oriente per dare occasioni alle sue imprese e alle sue università e l’Iran è il Paese che offre maggiori prospettive di crescita nei prossimi tre anni».
Iniziativa anomala Di solito non è un Comune ma la Regione ad aprire canali commerciali. «E’ vero – ammette Fioroni – è una cosa abbastanza anomala per i comuni avviare attività istituzionali per fare ponte a favore delle imprese ma rivendico questa scelta non rientrando quasi mai nelle missioni che fanno altri enti o le associazioni di impresa».
Città gemelle Secondo Fioroni, Perugia e Qazvin sono città simili per diversi aspetti. «Siamo due realtà votate alla cultura, loro ospiteranno quest’anno gli eventi per la ‘Via della Seta’. Poi c’è l’agricoltura, ad esempio le colture di vite e ulivo, e l’artigianato con la produzione di maioliche in ceramica. Quello che serve a loro è expertise e capacità industriale per modernizzare questi settori. Abbiamo già avviato contatti con il mondo imprenditoriale perugino per organizzare un incontro in occasione della visita del sindaco di Qazvin che stiamo organizzando».
Ospiti in primavera La data buona per il summit potrebbe essere in primavera. «Diciamo marzo-aprile con appuntamenti, ovviamente, anche con le due università. Ovvio il ruolo della Stranieri, ma anche l’Università degli studi può mettere in campo scambi culturali e tecnici».
Iter avviato Ciò che è certo è che la strada intrapresa è quella del gemellaggio. «Abbiamo avviato tutto l’iter attraverso il ministero degli Esteri, aprendo così relazioni diplomatiche ufficiali. Ora che le sanzioni sono saltate tutto si accelera. Teniamo molto a questa iniziativa che è un progetto totalmente comunale perché possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo».
