di Ivano Porfiri
E’ una piccola storia di quartiere quella di Paola, la ‘clochard’ del Pam di San Marco. Chi frequenta il supermercato l’ha vista di sicuro almeno una volta. Chi abita in zona la conosce, perché Paola ha tanti amici che la aiutano e la sostengono. Martedì mattina per lei l’amara sorpresa: due pattuglie di vigili urbani e un camioncino della Gesenu stavano “sbaraccando” le sue casette dei gatti sulla collina dietro alle palazzine delle Fornaci.
Paola nel piazzale ci vive, anzi ci lavora se stai a sentire quello che dice. Racconta di aver avuto un incarico dai “magistrati” per vigilare. Le sue storie sono infarcite di giudici e carabinieri, di proprietà che le sono state sottratte con l’inganno, di amici e nemici. Storie. Racconti a cavallo tra la vita del piazzale e la fantasia, ma se ci parli devi fare finta di crederci sennò ti guarda male. Paola non fa male a una mosca. Borbotta, si lamenta, ma ti regala anche sempre un sorriso. Non beve, non chiede l’elemosina quasi mai. Ogni tanto qualche spicciolo o, se entri al supermercato, due fette di pane e mortadella. Paola è una clochard pulita: c’è chi nel quartiere la ospita a casa per mangiare, per andare in bagno. Le suore di San Marco vanno spesso a farle visita. In verità, Paola non è nemmeno una vera e propria clochard. Pare abbia una casa dalle parti di piazza Birago, qualcuno dice perfino che sia ricca. Ma Paola vive nel piazzale, segue la sua “missione lavorativa” e di questi presunti agi non gode, se non quando fa troppo freddo e dice dice di andare a dormire a casa sua.
La sua grande passione sono i gatti, che chiama «i miei mimmini». Ne custodisce e cura diversi. Ci sono persone del quartiere che le portano le scatolette con cui nutrirli. La trovi spesso che sta accarezzando il preferito del momento. Fino a qualche mese fa il suo giaciglio era sotto alla rampa del parcheggio del supermercato, dove si era costruita una stanza. Ma era comunque all’aperto. Da qualche tempo, qualcuno le aveva piazzato un piccolo camper al centro del parcheggio. Lei sosteneva che era stato «il governo» ma evidentemente non era così.
Martedì mattina, infatti, l’amara sorpresa: il camper era stato rimosso. E, intanto, due pattuglie con cinque vigili e un camioncino della Gesenu stavano sbaraccando le sue casette per i gatti fatte con i cartoni, sulla collina. A chi si avvicinava chiedendo cosa stava succedendo, i vigili hanno riposto: «Facciamo pulizia». Senza dubbio la didascalica descrizione degli eventi. Probabilmente a qualcuno dava fastidio e avrà protestato appellandosi all’ordinanza anti-accattoni. Paola è rimasta in disparte a guardare, qualcuno dei suoi amici la consolava. Lei non ha protestato più di tanto: «Adesso vado dai carabinieri. E’ finito tutto, il supermercato chiude e non resta più niente». Come fosse l’epilogo di una racconto. Una piccola storia di quartiere finita male.
