Isola Polvese (Foto F.Troccoli)

di Iv. Por.

La Provincia di Perugia non ha più soldi per gestire Isola Polvese e così propone un bando per cercare un gestore che la valorizzi dal punto di vista turistico: un privato che investa e la «faccia propria» per 21 anni.

Polvese a un privato Il futuro di Isola Polvese, dunque, passa per una gestione unitaria da affidare ad un soggetto esterno. L’assessore al Patrimonio, Piero Mignini, lo ha detto chiaro e tondo in sede di II Commissione, illustrando i termini della «proposta di gara per la gestione della più grande delle isole del Trasimeno». Proposta a cui hanno lavorato gli uffici competenti e alla quale sono affidate le speranze di una riqualificazione e valorizzazione di questo bene ambientale.

Soldi finiti Del resto, come è stato spiegato dall’assessore «non vi sono più risorse per gestire in proprio un patrimonio di tale portata. Ci siamo posti il problema – ha aggiunto – di come far diventare la Polvese anche un centro economico, capace di vivere tutto l’anno e di autosostenersi». Da qui l’elaborazione di un progetto che sta alla alla base della futura gara per l’assegnazione della gestione unitaria, il cui obiettivo è il «miglioramento dei servizi offerti ai visitatori, l’economicità dell’operazione, il pieno rispetto dei contenuti ambientali e tipologici, la valorizzazione delle produzioni agricole, il mantenimento della presenza della Provincia di Perugia nell’isola, con possibilità di continuare a promuovere iniziative istituzionali».

Concessione per 21 anni A questo punto, l’Ente ritiene più opportuno affidare la gestione ad un unico soggetto gestore, per un efficace coordinamento delle attività, un migliore mantenimento delle strutture interessate, un’economicità per l’ente appaltante, nonché maggiori prospettive di sviluppo quantitativo e qualitativo delle attività dell’isola. Lo strumento sarà la concessione di servizi affidata in finanza di progetto, per una durata di 21 anni. Il progetto prevede l’uso e la gestione completa dell’isola, ad eccezione del fabbricato denominato ex lavanderia, del pontile e dell’edificio sovrastante denominato “fungo” che rimarranno nella disponibilità della Provincia di Perugia per scopi istituzionali e di verifica dell’attuazione del progetto.

Campo da golf, calcio e tennis Il gestore avrà l’obbligo di effettuare opere di ristrutturazione e miglioramento delle strutture esistenti (La Villa, la Foresteria, l’aula ambientale, il frantoio, il castello, l’ostello, il Monastero, ecc…) e provvedere alla messa in sicurezza di edifici quali la Casa merlata, l’ex fagianeria e il roccolo di caccia. Inoltre si prevede la realizzazione di nuove opere, quali una piscina, un campo da calcio, campi da tennis e da golf e ovili. Il tutto per garantire all’isola una piena fruizione di tipo turistico-ricettivo almeno per sei mesi all’anno (da aprile a settembre), anche se è rimessa alla discrezionalità del concessionario la scelta di un eventuale diverso uso delle strutture.

Grande attrattività Del resto esperienze quali “L’Isola di Einstein” o i Mercatini di Natale hanno dimostrato che il luogo può richiamare visitatori anche nei periodi autunnale e invernale. Secondo le stime della Provincia, con questo tipo di operazione, che richiede un investimento complessivo di quasi tre milioni di euro, i turisti della Polvese, che già hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 50.000 all’anno, potrebbero passare addirittura a 70 mila. Nel dibattito, la proposta ha suscitato posizioni articolate tra e all’interno dei vari schieramenti.

Preoccupazioni e perplessità Nella maggioranza c’è chi ha espresso qualche preoccupazione per il futuro dell’Isola sotto il profilo della sua fruizione aperta e chi l’ha considerata «una strada obbligata». Per le minoranze il successo di tale progetto è legato alla sua appetibilità. Per questo è stato suggerito in sede di gara di inserire meno vincoli possibili nei riguardi del futuro concessionario. Ma anche in questo campo non sono mancate perplessità, in particolare sul progetto del centro benessere il cui funzionamento dovrebbe essere garantito tutto l’anno.

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4 replies on “Perugia, Provincia in crisi: «Non abbiamo più soldi, diamo Isola Polvese a un privato»”

  1. In poche parole cercano un samaritano non un investitore. Faccendo velocemente i conti seguendo l’articolo, ‘L’investitore’ si ritroverebbe alla fine dei 22 anni € 1.100.000 in tasca (se i guadagni fossero € 50.000 a stagione). Ne ha spesi € 3.000.000 in più tantissimi ore di lavoro (organizzare le ristrutturazioni, ecc. ecc.) Per di più la provincia vuole ancora avere voce in capitolo su come usare certi edifici? Poi dopo la fine del contratto se ne può levare dalle scatole lasciando un bellissimo isola tutta rifatta nei mani della provincia? Fatemi capire. Perché dovrebbe essere interessante per un investitore? Io non sono un business woman ma credo che gente con più di 3 milioni in tasca di sicuro lo siano. 🙂 Auguri provincia!

  2. In poche parole cercano un samaritano non un investitore. Faccendo velocemente i conti seguendo l’articolo, ‘L’investitore’ si ritroverebbe alla fine dei 22 anni € 1.100.000 in tasca (seguendo l’articolo) ma ne ha spesi € 3.000.000 in più tantissimi ore di lavoro (organizzare le ristrutturazioni, ecc. ecc.) Per di più la provincia vuole ancora avere voce in capitolo su come usare certi edifici? Poi dopo la fine del contratto se ne può levare dalle scatole lasciando un bellissimo isola tutta rifatta nelle mani della provincia? Fatemi capire. Io non sono un business woman ma credo che gente con più di 3 milioni in tasca di sicuro lo siano. 🙂 Auguri provincia!

  3. Invece mi auguro che dopo questi proclami, ci sia qualcuno che si ponga un’ altra domanda all’ annuncio di aver finito i soldi e cioè: Dove e come sono stati spesi? Magari una bella e seria indagine sopra quanto basti per magari scoprire che la provincia di Perugia è un pozzo senza fondo con una quantità di persone e relative spese spaventose, finiscono si i soldi…

  4. Sapete, volevamo organizzare un evento di lasertag (www.goblinspg.it), o forse una serie di eventi, non avrebbero portato migliaia di persone sull’isola ma sicuramente in bassa stagione un centinaio di persone ogni tanto non farebbero male, andando a consumare al bar (magari aperto per l’occasione) andando a pagare una chiatta privata per il trasporto delle persone e pensando pure al medico. Spesa per la provincia/comune nessuna. Eppure per andare sull’isola servono tante di quelle firme che qualsiasi cosa idiota da farci sopra diventa come spostare il vaticano. Alla fine, il tizio che doveva firmare un foglio non l’ha firmato (ma l’aveva firmato un collega…) ed il giorno prima si sono accorti bloccandoci tutto. Bella figura di merda. Dalla Povincia invece l’anno prima ci hanno fermato tutto sul nascere perchè “spaventate i turisti”, e la mia risposta è stata “per quello basta che vengono in centro.”

    Ci mandano i cercatori di asparagi. Il giorno che dovevamo andarci noi abbiamo saputo esserci una comitiva di circa 50 cercatori. Si loro non rovinano l’ambiente, loro non fanno terra bruciata per trovare 4 asparagi. E’ più facile entrare a Prypiat che sulla Polvese.

    Campo da golf? Piscina? ma non era PARCO? Io penso che qualcuno che ha chiesto la gestione già ci sia e così gliela daranno. La creazione di una struttura del genere se ben organizzata e pubblicizzata potrebbe rendere svariati soldini.

    Presto cercheremo di riapprodare all’isola, non ci diamo per sconfitti. 🙂

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