San Sisto ha il suo nuovo punto di erogazione di servizi socio sanitari. La nuova struttura in piazza Martellini è stata inaugurata mercoledì, realizzando un passo importante nel processo di riqualificazione dei servizi dell’Azienda sanitaria 2 di Perugia, nell’area sud ovest del Distretto del Perugino. Alla cerimonia d’inaugurazione, oltre alla Direzione dell’Azienda Sanitaria n.2, erano presenti il Sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e l’Assessore alla Tutela della Salute Franco Tomassoni. Nella nuova sede di San Sisto, edificata su due piani aggiunti a quello interrato, oltre agli ambulatori dell’Ausl n.2, troveranno spazio alcuni uffici comunali e la polizia municipale.
Il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali ha sottolineato l’importanza della riorganizzazione dei servizi socio sanitari, da completare in tempi rapidi, per rispondere ad una domanda complessiva profondamente cambiata: «Con l’inaugurazione di oggi abbiamo compiuto un altro passo importante nella riorganizzazione dei punti di erogazione di servizi socio sanitari in un quartiere come quello di San Sisto, protagonista di una grande riorganizzazione urbanistica negli ultimi anni». Boccali ha poi esteso il suo intervento sulla riforma del sistema sanitario regionale: «La politica deve fornire risposte ad esigenze profondamente mutate, in un quadro di risorse ridotte. Il tempo delle discussioni è terminato, ora bisogna agire e in questa Regione abbiamo le capacità, le competenze e i numeri per poterlo fare. Il nostro Comune è promotore di salute e con questo nuovo punto di erogazione abbiamo dimostrato che si possono fare scelte coraggiose e migliorare i servizi. Questo deve essere lo spirito che la riforma sanitaria attualmente in discussione, deve assumere».
Il direttore generale dell’Asla 2 Giuseppe Legato ha riepilogato il percorso compiuto, fornendo un’analisi del contesto nel quale gli operatori sanitari sono chiamati a lavorare: «Qui a San Sisto tre anni fa abbiamo posato la prima pietra ed oggi inauguriamo una nuova struttura, mantenendo gli impegni assunti, nonostante la Sanità regionale subisca gli effetti della pesante congiuntura economica internazionale. Dal mese di settembre dello scorso anno è divenuto necessario pensare ad un riordino dell’assetto regionale dei servizi socio sanitari. La Regione Umbria dovrà reperire 140 milioni di euro, e questo per l’Azienda Sanitaria n.2 di Perugia si tradurrà in una riduzione di finanziamenti pari a 52 milioni di euro. Questo è lo scenario futuro ed è tempo di attuare scelte coraggiose. Per affrontare le difficoltà è bene ricordare l’importanza della sinergia tra enti e istituzioni: la nostra Ausl, ad esempio, a Perugia non paga locazioni avendo a disposizione strutture messe a disposizione dal Comune».
L’Assessore regionale alla Salute Franco Tomassoni ha tracciato il percorso che la Sanità regionale dovrà presto intraprendere: «Dobbiamo concentrare maggiormente i nostri sforzi sui corretti stili di vita da adottare e sulla medicina preventiva; due scelte che possono incidere considerevolmente sulla riduzione dei costi del sistema sanitario, mantenendo così inalterata la qualità dei servizi offerti ai cittadini umbri».
Giuseppina Bioli, direttrice del distretto del Perugino dell’Ausl n.2, stringe il focus sui servizi erogati da nuovo centro di San Sisto: «In quest’area la popolazione è quasi raddoppiata, raggiungendo circa i 50.000 abitanti, con un alto indice di invecchiamento e quindi era necessaria una riorganizzazione per far fronte efficacemente al nuovo contesto. Viene fornito ai cittadini un’articolazione alternata, flessibile e continuativa, integrando servizi di assistenza primaria con quelli specialistici, secondo i princìpi che caratterizzano la missione di un’azienda sanitaria: centralità della persona, accessibilità, integrazione e appropriatezza delle prestazioni. A San Sisto si offre una migliore offerta delle performances complessive dei servizi, potenziando le cure primarie, riqualificando il sistema delle cure domiciliari, assicurando un punto unico di accesso prendendosi in carico le diverse domande di salute. Si assicura la continuità assistenziale e terapeutica nell’arco delle 12 ore e il consolidamento dei rapporti di collaborazione con l’Ospedale di riferimento (dimissioni protette)».
La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha ribadito l’importanza del sistema sanitario pubblico e accessibile a tutti e la qualità dei servizi offerti nel nostro territorio: «Questo nuovo punto di erogazione a San Sisto è un esempio di programmazione, avendo utilizzato risorse stanziate dalla manovra finanziaria del 1998. Oggi il rischio è quello di non poter fornire più gli attuali livelli essenziali di assistenza e il Governo deve dire chiaramente che cosa intende fare. Alla nostra Regione, infatti, viene chiesto di mantenere inalterati i servizi ma al tempo stesso ci vengono assegnate meno risorse. E’ bene ricordare che in Umbria, oggi, spendiamo 1.632 euro pro capite per la copertura sanitaria, mentre la media nazionale ammonta a 1.822 euro. Questo significa che nella nostra Regione si spende meno che in altre zone d’Italia, ma si offre una Sanità di qualità, essendo un esempio sulla gestione della macrostruttura e su come si comprano i farmaci e come vanno utilizzati con appropriatezza. Spesso sono proprio quelle Regioni che spendono di più ad essere inefficienti e ad avere una maggiore mobilità passiva. Noi, invece, nel 2011 abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio, senza aumentare Irpef o Irap, dimostrando di sapere mantenere i conti in ordine».

