di Daniele Bovi
Un punto informazioni per le vittime della violenza tra le mura domestiche, in primis donne e minori. Un servizio al momento presente, per quanto riguarda le Corti d’appello del centro-nord del Paese, solo a Brescia, e da oggi anche a Perugia. Venerdì mattina infatti nella sede della Corte d’appello il presidente Wladimiro De Nunzio in una conferenza stampa ha presentato i servizi dell’ufficio antiviolenza che avrà la sua sede al primo piano di piazza Matteotti. Un numero (075/5405316) e uno sportello fisico ai quali le vittime della violenza, specialmente quella perpetrata in famiglia, potranno trovare ascolto e informazioni utili. «Ovviamente – ha detto De Nunzio – data la terzietà della nostra istituzione non daremo consigli giuridici ma informazioni per capire qual è la strada migliore da percorrere».
Come funziona Il servizio sarà attivo da lunedì al venerdì dalle 8 alle 13.30 e il lunedì e il mercoledì anche dalle 14 alle 16.30. A spiegare qual è lo spirito dell’iniziativa è stata Claudia Matteini, consigliere della Corte d’appello e punto di riferimento del nuovo ufficio. «Lavoreremo – ha detto – al servizio delle vittime della violenza, spesso frequenti e che non trovano risposte. Con spirito di collaborazione vogliamo inserirci nella rete fatta dai centri per le pari opportunità e dagli sportelli d’ascolto, dando alle vittime, che spesso non sanno a chi rivolgersi, le prime informazioni attraverso uno strumento, il telefono, che pressoché tutti hanno». A chi alzerà la cornetta o si recherà in piazza Matteotti verranno suggerite le diverse possibilità, dalla denuncia all’ammonimento fatto al questore fino alla sede civile o penale.
Un reato Un lavoro da portare avanti in raccordo con le forze dell’ordine e anche con Asl e pronto soccorso. «Cercheremo – ha aggiunto Matteini – di dare il nostro massimo contributo per spezzare questo circolo vizioso». Alla conferenza stampa, oltre al procuratore Giuliano Mignini (che giovedì ha collezionato un voto durante l’elezione per il nuovo presidente della Repubblica), ha partecipato anche Ilena Falaschi, consigliere della Corte di cassazione e membro dell’Associazione magistrati donne. «Quella della violenza in famiglia – ha osservato – è una delle problematiche più importanti. Recentemente, con le nuove leggi, passi in avanti sono stati fatti. Questo servizio è importante perché bisogna parlarne della violenza, bisogna saperla riconoscere. Le vittime devono capire che non si tratta di un fatto domestico bensì di un reato».
Punto di riferimento «I cittadini – ha aggiunto De Nunzio – devono capire che qui troveranno un punto di riferimento». Di «fatti estremamente gravi e pericolosi» ha parlato poi Mignini, che ha garantito «il contributo della procura generale affinché il servizio funzioni». In platea c’era anche il direttore della Asl Roma Centro che, oltre a lodare l’iniziativa, ha parlato di quelli che sono i limiti dell’operare in ambiti difficili e confusi come quelli di un pronto soccorso. Più fruttuoso, secondo il direttore, sarebbe il rapporto con gli uffici sanitari territoriali.
Twitter @DanieleBovi
