di Daniele Bovi
Un incontro interlocutorio, con la sensazione che la partita potrebbe essere giocata solo dal 25 maggio in poi, dopo le elezioni. Lunedì mattina amministrazione comunale e sindacati sono tornati a vedersi a proposito dell’accordo, che ancora non c’è, sulla contrattazione decentrata integrativa. Contrattazione per la quale alla fine di febbraio la giunta comunale ha emanato delle linee guida. Tre punti dove il più spinoso è quello relativo alla ripartizione del fondo del salario accessorio per il 2014. Sul punto palazzo dei Priori si rende disponibile a concordare con i sindacati «la destinazione di risparmi di gestione» che dovessero arrivare dalle razionalizzazioni del personale.
Razionalizzazione In quest’ottica si prende in considerazione la decurtazione del salario accessorio di quelle che vengono chiamate ‘posizioni organizzative’, ovvero i mini-dirigenti, proponendo che non ci siano ulteriori incarichi e di non coprire quelli vacanti. Il problema però è che i pensionamenti potrebbero essere 3 o 4 in tutto il 2014, con risparmi irrisori. Le cifre che oggi vengono percepite dai dirigenti come ‘premi’ sono considerate da un sindacato come il Diccap di Piero Martani esagerate: «I pensionamenti nel 2014 sarebbero pochissimi – spiega Martani -, e la razionalizzazione in caso verrebbe certificata nel 2015, con il premio di produttività che arriverebbe per il 2017». Insomma, in caso tempi biblici.
Documento Lungo i corridoi di palazzo dei Priori poi sembra stia circolando un documento, con le firme dei mini-dirigenti allo scopo di chiedere un confronto diretto con l’amministrazione proprio sul tema del salario accessorio. Altro punto importante è quello che riguarda una possibile modifica dell’attuale sistema di valutazione del personale, nonché dei criteri di istituzione e «pesatura» delle posizioni organizzative e dei dirigenti.
No tagli E a fronte della richiesta dei sindacati di un taglio «rilevante» delle somme destinate a loro palazzo dei Priori «non ravvisa la necessità di ridurre tale stanziamento». Questo anche perché «eventuali risparmi non possono essere destinati ad altre finalità e pertanto dovrebbero essere espunti dal fondo». Su questi temi sono chiamati ad esprimersi tutti i lavoratori di palazzo dei Priori in un’assemblea che si terrà il 25 marzo alla sala dei Notari.
