La pista per bmx a Pian di Massiano

di Daniele Bovi

Affidare la gestione di alcuni impianti sportivi di Pian di Massiano alle singole società. Di questo si è parlato mercoledì a palazzo dei Priori durante la seduta della giunta comunale. A mettere le carte sul tavolo è stato l’assessore alle Infrastrutture e allo Sport Emanuele Prisco, convinto della praticabilità di questa soluzione anche dopo la pesante crisi della Darvin, la società che gestisce buona parte degli impianti di Pian di Massiano. Nella sua informativa al resto della giunta Prisco ha parlato della possibilità di affidare la gestione di singoli impianti specialistici direttamente alle società. Un esempio? La pista per Bmx di Pian di Massiano oppure, sempre per rimanere all’interno del polmone verde cittadino, il campo da baseball che si trova a poca distanza.

Bando Secondo le linee di massima esposte in sala giunta, i molti altri impianti generalisti che ci sono in città, come il palazzetto di viale Pellini, il Santa Giuliana o il palasport Evangelisti, dovrebbero essere affidati a un gestore unico. L’orizzonte a cui guardare è giugno, quando palazzo dei Priori dovrebbe varare il riassetto in concomitanza con la cessazione della gestione da parte di una delle consociate Darvin che negli anni scorsi si è assicurata la gestione dell’area di Pian di Massiano. Da qui a giugno palazzo dei Priori dovrà approvare il bando di gara per permettere le attività durante il periodo estivo e preparare tutti gli impianti al nuovo corso.

La crisi La crisi della Darvin è esplosa nel dicembre scorso. La capofila dell’Ati composto da «La Vannucci», «Coop London», «Pr.A.It» e «Piazzoli Sergio», nel 2007 si aggiudica la gara bandita dal Comune per la gestione di alcuni dei più importanti impianti sportivi comunali (Curi escluso) come tutti quelli di Pian di Massiano, compreso il palasport Evangelisti, il palazzetto di via Pellini e lo stadio Santa Giuliana. Il contratto con palazzo dei Priori scadrebbe il 31 luglio 2017 e prevede il pagamento alla Darvin, da parte del Comune, di un corrispettivo annuale che per il 2014 è pari a 202 mila euro più Iva (quindi 246 mila euro) per la manutenzione ordinaria, pulizia, servizi di custodia, pagamento delle utenze e costo del personale. In più l’Ati incassa i proventi derivanti dall’uso degli impianti sulla base delle tariffe orarie stabilite dal Comune e che il raggruppamento giudica troppo basse.

I perché Il problema è che nel corso degli anni la Darvin va in crisi, tanto che dalla fine del 2013 per evitare il distacco dell’acqua e quindi l’interruzione di un pubblico servizio il Comune si è impegnato a pagare le bollette, scalando poi gli importi (nel 2014 circa tremila euro) dal corrispettivo annuale che viene versato a tranche tutti i mesi. Nei mesi scorsi era stato lo stesso presidente della Darvin Massimo Nicolini a spiegare una parte dei perché di questa situazione, che vanno dai conti non saldati da parte di alcune società sportive (molte migliaia di euro) alla crisi che ha inciso pure sull’utilizzo degli impianti (-25%) fino alla crescita del 30% del costo delle utenze. Il tutto con un corrispettivo aggiornato ogni due anni sulla base dell’indice Istat e tariffe orarie cresciute del 4,5%. A pesare poi c’è il mutuo, garantito dal Comune, per il maxi-impianto fotovoltaico installato sul tetto del Palaevangelisti. La palla ora passa a palazzo dei Priori.

Twitter @DanieleBovi

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