Ogni 20 giugno Perugia si sveglia e ricorda il prezzo della propria libertà. Ma il 20 giugno 2014 è un giorno particolare: è il primo discorso pubblico del primo sindaco di centrodestra del dopoguerra, Andrea Romizi.
La cerimonia Come ogni anno, le istituzioni di Perugia hanno reso omaggio ai luoghi della città che sono legati agli avvenimenti del 20 Giugno 1859 e anche della stessa data del 1944. In Borgo Borgo XX Giugno sono state deposte corone di alloro prima al monumento ai patrioti risorgimentali che contrastarono con le armi, a costo delle loro vite, l’irruzione delle truppe papaline, e poi alla lapide che ricorda i partigiani fucilati dai nazi-fascisti nel poligono di tiro. Sono stati resi gli onori militari ed un trombettiere ha suonato il Silenzio. Erano presenti, con il sindaco Romizi, le massime autorità civili e militari: tra queste il presidente della Provincia Guasticchi, l’assessore Bracco in rappresentanza della Regione, il prefetto Reppucci, i parlamentari Cardinali e Giulietti, esponenti politici ed istituzionali. I vigili del fuoco hanno accesso il braciere sulla sommità del monumento ai Caduti del 1859, ed un coro di bambini ha cantato, al termine della cerimonia, l’Inno di Mameli e l’ Inno dell’ Europa. Presenti anche Associazioni d’arma ed una delegazione di ex partigiani.
Il discorso del sindaco «Le trasformazioni politiche di una città – ha esordito Romizi – non stravolgono il senso più profondo di quella che resta una ricorrenza chiave della storia di Perugia. Oggi ricordiamo i patrioti che qui morirono il 20 giugno 1859 in nome degli ideali del Risorgimento, affinché Perugia potesse entrare a far parte della nuova Italia unita e indipendente che stava prendendo forma. Non fu, il loro, un sacrificio vano, anche nella sconfitta. I mercenari che compirono quelle che poi furono ricordate come “le stragi di Perugia” soffocarono la rivolta, ma non lo spirito di libertà che l’ animava. Oggi commemoriamo quel sacrificio ma, ancor più, quello spirito che resta nel cuore e nella memoria dei perugini. Lo stesso giorno, ma molti anni più tardi, il 20 giugno 1944, le truppe alleate entrarono a Perugia e la liberarono. I mesi che precedettero quel giorno furono densi di lutti e di sangue, e li ricordiamo con l’omaggio ai partigiani fucilati al poligono di tiro. Per la città quel 20 giugno finì la guerra. Si aprirono le porte della nuova Italia che sarebbe diventata una Repubblica fondata sul lavoro e sulla democrazia. Due fatti fondamentali che abbiamo il dovere di iscrivere tra le vicende davvero importanti di Perugia perché hanno contribuito a formare la coscienza dei perugini e l’identità moderna della città».
E BOCCALI SI DIMETTE DA CONSIGLIERE
Superare le divisioni «Questo 20 giugno – ha affermato poi il sindaco – coincide con un momento particolare. Il voto dei cittadini ha determinato la nascita di una nuova Amministrazione. La democrazia, quando arriva il momento delle scelte, produce spesso lacerazioni, conflitti, dialettiche aspre. E’ un confronto di idee, visioni, proposte. Nella comunità, inevitabilmente ma fisiologicamente, si creano tensioni». Ma quella fase, secondo Romizi «oggi è superata. Oggi – ha aggiunto – serve l’unità dei perugini per andare avanti con l’obiettivo condiviso di far crescere Perugia. Quello che serve è la fiducia nel futuro e la volontà di affrontarlo facendo leva sulla speranza. Nessun pessimismo, dunque, e nessuna rassegnazione. Perugia ha straordinarie energie con cui costruire la città di oggi e di domani. E’ per questo che il 20 Giugno è così importante. Un popolo senza memoria – ha concluso – è un popolo senza futuro».
Concerto La giornata del 20 Giugno si conclude venerdì sera (ore 21) nella Sala dei Notari con un concerto lirico sul tema “Eroi ed eroine del melodramma nazionale e risorgimentale”. Musiche di Rossini, Bellini, Verdi, Wagner.

IL SIG: SINDACO , SI è DIMENTICATO DELLA BATTAGLIA DI CANNE E DELLA SCONFUITTA DI PIRRO ENTRAMBI CON MARTIRI SOCIALISTEGGIANTI