
di Iv. Por.
Due condanne per aver stressato altrettanti automobilisti con multe già pagate. Il giudice ha condannato il Comune di Perugia a sborsare ogni volta duemila euro. E oggi l’assessore competente punta il dito contro un «sofware obsoleto ormai completamente sostituito».
La vicenda A portare la vicenda in consiglio comunale il consigliere Pdl Andrea Romizi. I fatti, in breve, sono i seguenti: nel 2003 a Perugia un automobilista è stato sanzionato con due contravvenzioni, successivamente da lui pagate nel mese di luglio dello stesso anno. Decorsi due anni al medesimo utente veniva notificata una cartella esattoriale dalla Concessionaria Serit di Terni, avendo il Comune di Perugia messo a ruolo le multe di fatto già onorate. Dopo ulteriori tre anni, nel 2008, le stesse contravvenzioni regolarmente pagate, non risultando ancora evase, hanno dato luogo ad una nuova notifica di cartella esattoriale. Su questa vicenda il giudice di pace di Perugia ha condannato il Comune ad un risarcimento di oltre 2000 euro a titolo di reintegrazione dei danni patrimoniali e da stress.
Le domande di Romizi Premesso questo, Romizi ha interrogato la Giunta per sapere: a quanto ammontano gli oneri finanziari a carico del bilancio comunale riferibili a condanne di risarcimento di danni patrimoniali e non negli ultimi tre anni; se e quali provvedimenti disciplinari intende adottare nei confronti dei funzionari responsabili delle citate negligenze; quali azioni intende porre in essere per ovviare ai gravi episodi denunciati.
La risposta dell’assessore: 2 casi In merito al primo quesito formulato, l’assessore Livia Mercati ha risposto sottolineando che negli ultimi tre anni, oltre al caso citato da Romizi (del 2008), ne è stato segnalato solo un altro (nel 2010). L’importo delle condanne a titolo di risarcimento danni in capo al Comune è stato in entrambi i casi di circa 2000 euro ciascuno. Entrando nel merito dei fatti, l’assessore ha chiarito che «i disguidi si sono verificati in relazione ad alcuni verbali elevati nell’anno 2003 per violazione del transito nella ztl».
Software obsoleto Dopo l’invio della cartella esattoriale ed a fronte delle contestazioni pervenute da parte dei cittadini, i vigili urbani avevano provveduto a chiudere la pratica in via definitiva internamente al Comune, inviando nel contempo tramite software tali notizie al concessionario. Il problema, poi sfociato nell’ulteriore invio di cartelle esattoriali, è stato dovuto ad un malfunzionamento del software e, dunque, alla mera trasmissione dei dati. «Oggi quel software obsoleto – ha detto Mercati – è stato completamente sostituito e ci auguriamo che quanto accaduto in quei due episodi non si verifichi più». Stante ciò, l’assessore ha ribadito che, dall’analisi della fattispecie, non emerge alcun profilo di responsabilità in capo ai funzionari comunali, con ciò rispondendo anche al secondo quesito formulato da Romizi.
Soddisfatto In replica Romizi si è detto soddisfatto dall’aver appreso che si è trattato solo di casi isolati e che l’Amministrazione si sia attivata per evitare il ripetersi di tali fatti spiacevoli.
