La Società Italiana per lo studio delle cefalee (Sisc), Società scientifica nazionale multidisciplinare, fondata nel 1976 e attualmente sostenuta da circa 600 soci, organizza, anche quest’anno, il congresso nazionale, che si terrà a Perugia, presso l’aula Magna del Polo unico dal 26 al 28 settembre.

Alcuni particolari Il congresso si pone come primo obbiettivo quello di rappresentare un momento cruciale di raccordo tra gli aspetti più rilevanti della ricerca sulle cefalee e gli sviluppi clinici per una corretta gestione dei pazienti in età adulta ed evolutiva nei vari contesti assistenziali. «Particolare attenzione sarà rivolta alle basi psicobiologiche che sottendendo questo eterogeneo gruppo di disordini e alle strategie terapeutiche più idonee al loro trattamento – anticipa Paola Sarchielli, responsabile del centro Cefalee. Sessioni specifiche riguarderanno le condizioni fisiologiche e di comorbilità (disturbi psicopatologici, in particolare la sindrome depressiva e i disturbi del sonno, e i disordini vascolari) che ne modulano l’espressione nel singolo paziente». Il convegno, al quale parteciperanno esperti dei più importanti centri italiani, si occuperà anche del rapporto tra cefalea e dolore neuropatico (aspetti clinici, fisiopatologici e terapeutici condivisi) e le forme croniche, soprattutto quelle con abuso di farmaci sintomatici, la cui difficoltà di gestione nella pratica clinica richiede la messa a punto di protocolli mirati e condivisi..

Le cefalee «Il fenomeno delle cefalee include forme primarie come l’emicrania, la cefalea a grappolo e la cefalea di tipo tensivo e cefalee secondarie per alcune delle quali, le così dette cefalee pericolose, il riconoscimento tempestivo è di fondamentale importanza per evitare conseguenze rilevanti per il paziente, che dovesse sottavalutarne le conseguenze- aggiunge sempre Sarchielli -. Le cefalee rappresentano un problema molto frequente nella popolazione adulta: (esse sono causa di inabilità al pari di altre gravi patologie neurologiche quali l’epilessia, la sclerosi multipla e il morbo di Parkinson. Secondo un recente documento dell’Organizzazione mondiale della sanità (World health organization), l’emicrania in particolare rappresenta una delle forme più comuni di cefalea primaria, manifestandosi nel 10% della popolazione adulta e tra l’1,7 e il 4% degli adulti soffre di mal di testa per 15 o più giorni al mese. Le cefalee rientrano nella top ten delle cause di disabilità nel mondo e nella top five nelle donne».

Il fenomeno Il Centro cefalee della clinica Neurologica, università di Perugia e dell’azienda ospedaliera di Perugia diretta da Paolo Calabresi effettua oltre 2500 visite all’anno, con un numero di ricoveri per cefalea che variano dal 7 al 10% dei casi. Il Centro cefalee si propone come centro di riferimento per tutta l’Umbria ed è una struttura accreditata Sisc del più alto livello. Presso il Centro Cefalee di Perugia vengono applicati i più corretti approcci terapeutici per il trattamento della fase acuta e di prevenzione delle cefalee primarie con particolare riguardo all’emicrania. Vengono condotti inoltre protocolli terapeutici innovativi volti ad antagonizzare tutte le forme di cefalea, con particolare riguardo per quelle croniche. «Tra gli approcci terapeutici più innovativi, a cui è rivolto uno specifico interesse dei ricercatori del nostro centro di Perugia – conclude Sarchielli – merita una menzione speciale la tossina botulinica, una neurotossina derivata dal batterio Clostridium botulinum. Oltre che per uso estetico, è usata in medicina per il trattamento di diverse forme di cefalea. In studi multicentrici di ampia proporzione (coinvolgenti più di 1300 pazienti con emicrania cronica) la tossina botulinica A si è dimostrata efficace nel ridurre significativamente i giorni di cefalea migliorando la qualità di vita dei pazienti stessi. La tossina botulinica di tipo A è stata approvata in Italia per il trattamento per l’emicrania cronica».

I trattamenti Nell’ambito dei trattamenti alternativi non farmacologici, le tecniche di neuro-stimolazione, invasive e non invasive, hanno conosciuto un notevole sviluppo negli ultimi anni, sebbene non possano essere considerate un approccio del tutto nuovo. I principali metodi di neuro-stimolazione sono rappresentati dalla stimolazione del nervo occipitale (Ons), dalla stimolazione cerebrale profonda (Dbs), dalla stimolazione del ganglio sfeno-palatino (Spgs), dalla stimolazione magnetica transcranica (Tms), dalla stimolazione con corrente diretta transcranica (Tdcs), dalla stimolazione del nervo vagale (Vs) e dalla stimolazione del nervo sovra-orbitario (Svs). Questi metodi possono essere classificati in invasivi /non invasivi o centrali /periferici. In letteratura viene spesso usato alternativamente il termine “neuro-modulazione”, sottolineando la reversibilità e la possibilità di adeguamento dinamico dei parametri di queste tecniche. Le tecniche di neuro-stimolazione rappresentano un campo di ricerca clinica che conoscerà uno sviluppo potenzialmente esponenziale nei prossimi anni, grazie al progressivo miglioramento della tecnologia e alla possibilità di ricorrere a metodiche non invasive. Il congresso è rivolto a neurologi, farmacologi, medici internisti, psichiatri e neuropsichiatri infantili, anestesisti, medici di famiglia ed a tutti i professionisti del sistema sanitario nazionale che operano nell’ambito delle cefalee.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.