Perugia, alla sala dei Notari inaugurazione del primo Centro Antiviolenza (Foto M.A. Manti©)

di M.Alessia Manti

Non un semplice luogo assistenziale ma un vero e proprio luogo di libertà per donne vittime di violenza. E’ il primo centro antiviolenza dell’Umbria la cui apertura coincide con le manifestazioni che ruotano attorno all’8 marzo. Un progetto che rappresenta un concreto passo avanti per contrastare la violenza di genere. A presentarlo, giovedì 6 marzo alla sala dei Notari di Perugia, la presidente della Regione Catiuscia Marini, l’assessore alle pari opportunità del Comune Lorena Pesaresi, la presidente dell’associazione Differenza Donna, Emanuela Moroli e la presidente dell’associazione Liberamente Donna, Paola Moriconi. Presente anche il sindaco Wladimiro Boccali che ha definito il Centro «un tassello importante per la città e uno dei motivi di orgoglio nella rete dei servizi sociali già esistenti nel territorio». A lui anche il compito di leggere il messaggio della presidente della Camera Laura Boldrini, assente alla Notari perchè impegnata a Montecitorio nelle votazioni in corso sulla legge elettorale.

LE FOTO DELLA PRESENTAZIONE ALLA SALA DEI NOTARI

I numeri del progetto 444.300 euro è il costo complessivo del progetto, cofinanziato per il 90% dal Dipartimento per le Pari Opportunità, per 44 mila dai Comuni di Perugia e Terni e per un’altra quota dall’associazione Liberamente Donna. Per i prossimi due anni previsto anche un sostegno finanziario di 200 mila euro della Regione dell’Umbria. Il Centro antiviolenza di Perugia ha sede a Ponte Pattoli, 222 mq complessivi per due attici contigui tra loro e 132 mq di terrazzi. Nei due centri di Perugia e Terni, potranno essere accolte 36 donne vittime di violenza o stalking e 20 bambini. Sono state formate, a seguito di un bando pubblico, nel corso base di 150 ore, 60 giovani donne neolaureate tra operatrici e volontarie dei due centri. Un secondo livello di formazione, di circa 50 ore, riguarderà le forze dell’ordine, gli operatori della magistratura, tribunali, servizi sociali e altri servizi coinvolti nella rete di coordinamento. Con le forze dell’ordine e altri soggetti istituzionali, inoltre, verrà definito un protocollo operativo.

Gli obiettivi Il centro sarà concretamente attivo da lunedì 10 marzo ed è stato dedicato a Catia Doriana Bellini, ex responsabile del centro regionale per le Pari Opportunità dell’Umbria che la presidente Marini ha definito «anima pensante e progettuale delle Pari Opportunità». «Il centro antiviolenza è un laboratorio sociale – ha detto l’assessore Pesaresi -, il luogo dell’accoglienza alle vittime di violenza e dell’ospitalità nei casi più a rischio ma è anche un luogo di produzione di formazione, ricerca, sensibilizzazione, informazione e soprattutto prevenzione». Due i principali obiettivi: restituire dignità e autonomia , anche economica, alla donna maltrattata e vittima di violenza e agli eventuali figli; costruire e affermare una cultura contro la violenza sulle donne. Come è stato ricordato durante la presentazione alla Notari, la genesi del progetto risale al 2012 con l’iniziativa «Umbria antiviolenza», promossa dal Comune di Perugia insieme al Comune di Terni, in collaborazione con le associazioni «Differenza Donna» e «Liberamente donna».

Cosa offre il Centro? Il centro, in forma assolutamente gratuita, offre: ascolto telefonico 24 ore al giorno; accoglienza e ospitalità anche per figli minori con sei posti letto a disposizione; sostegno alle maternità difficili; consulenza legale, sociale, psicologica; avvio di procedure con i servizi territoriali (scuole, ospedali, consultori, ecc.); avvio di procedure con le istituzioni (Comuni, Provincia, Tricunali, ecc.); grippi di aiuto; incontri protetti.

L’Umbria contro la violenza di genere «Il lavoro avviato in questa legislatura dalla regione per la realizzazione di una concreta parità di genere tra donna ed uomo è stato di notevole impegno – ha sottolineato la presidente Marini – a partire dalla legge regionale sulle politiche di parità in corso di approvazione in consiglio regionale». La legge ha l’obiettivo promuovere le azioni volte ad affermare la libertà e l’autodeterminazione delle donne, così come la partecipazione paritaria delle donne e degli uomini nei luoghi di lavoro e l’equilibrio tra l’attività lavorativa e la vita privata e familiare attraverso politiche di conciliazione, e l’occupazione femminile sostenendo anche l’imprenditorialità.

La solitudine degli enti locali Infine un appunto di Boccali sul ruolo dei comuni che sono «interfaccia reale con i cittadini». Per il sindaco di Perugia «il lavoro sul territorio lo svolgono gli enti locali ma servono politiche e direttive nazionali ed europee. Ai comuni viene chiesto di farsi carico dei problemi e di fornire le possibili soluzioni. I comuni lo fanno con i loro servizi, con il loro personale, con le strutture di cui si dotano. E’ per difendere questi servizi che i sindaci italiani hanno, spesso, interloquito con fermezza con governi che sui comuni hanno scaricato una parte troppo rilevante delle manovre finanziarie. Ci auguriamo che quella politica sia superata»

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