di Daniele Bovi
«Fare la raccolta differenziata è un obbligo morale». Così il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, mercoledì mattina ha commentato l’indagine condotta da Gesenu che ha misurato il grado di soddisfazione dei cittadini e i problemi emersi nell’estendere il servizio di porta a porta alle varie zone della città. «I cittadini – dice ancora Boccali – devono cambiare i loro comportamenti e differenziare non perché lo dice la legge, in questo caso il Piano regionale dei rifiuti, ma perché dobbiamo tutti insieme costruire una città migliore».
I numeri dell’indagine L’indagine è stata commissionata da Gesenu e condotta dalla sociologa Giovanna Barro che ha distribuito mille questionari ad altrettante famiglie tra l’ottobre e il dicembre scorso. «Il tema dei rifiuti – spiega la Barro – è particolarmente sentito: la soglia di attenzione dei cittadini è altissima». I risultati dei questionari dipingono un’utenza in larghissima parte (87%) soddisfatta del servizio di raccolta differenziata, un’utenza che vorrebbe però maggiori controlli su chi sgarra e multe più pesanti. La maggior parte degli intervistati invece è assai scettica sulle ricadute positive, in termini di tariffe più basse (67,5%) e produzione di minori rifiuti (84,5%), del servizio di raccolta differenziata.
I suggerimenti Il suggerimento più pressante che arriva ad azienda e amministratori è quello di istituire un sistema di incentivi, mirato magari ad alleggerire la tariffa, che premi coloro che rispettano le regole. Il 66% invece chiede più informazioni (quelle che arrivano sono prese più che altro da Gesenu mentre la quota di giornali locali e internet è residuale) su come fare la raccolta mentre la metà vorrebbe che il sacchetto dei rifiuti organici venisse ritirato con più frequenza. Voti tra il 7 e l’8 sono stati dati alla puntualità del ritiro, al posizionamento dei contenitori e alla loro robustezza.
I problemi I principali problemi consistono invece, secondo gli intervistati, nell’incività del vicino di casa che non rispetta le regole della raccolta, nella difficoltà che si incontra nel separare i rifiuti e nel peso della tariffa. «Costi che l’amministazione – dice Boccali in vista dell’introduzione della Tares, il tributo comunale sui tributi e i servizi in vigore dal 2013 – sta cercando di contenere il più possibile». Un ruolo lo gioca anche la civiltà delle persone. Per il Comune ad esempio raccogliere i rifiuti abbandonati in giro per la strada è costato, solo nel 2011, 200 mila euro. Dall’assessore all’Ambiente Lorena Pesaresi arriva poi un richiamo alla Provincia di Perugia: «Il tributo provinciale e l’ecotassa pesano per 1,9 milioni di euro. La Provincia dovrebbe reinvestire i proventi allo scopo di sostenere la raccolta differenziata. Una parte tributo deve servire ad abbattere i costi».
Obiettivo 65% L’obiettivo del Comune per il 2012 è fissato dal Piano regionale dei rifiuti ed è ambizioso: 65% di raccolta differenziata e 70% di popolazione coperta dal servizio. «I risultati raggiunti – continua Pesaresi – sono risultati d’eccellenza. Solo nel 2009 eravamo al 32% mentre ora siamo al 47%». Il Comune insomma dovrà fare un salto di quasi il 20% in un anno. Dati incoraggianti nel frattempo, forniti da Gesenu e relativi al 31 novembre scorso, arrivano da molte zone del Comune dove le percentuali sono abbondantemente sopra l’80%. Da Sant’Orfeto a Casa del Diavolo, da Santa Lucia a San Sisto, da Montelaguardia a Pila e Castel del Piano i numeri fanno pensare all’azienda e al Comune che l’obiettivo può essere centrato: «Le cose ora – dice il presidente Graziano Antonielli – stanno scorrendo per il verso giusto e anche i numeri che arrivano dall’indagine sono soddisfacenti».


Il sindaco fa ridere, ma dato che non è un comico si capisce chiaramente che dietro il riferimento all'”obbligo morale” si nasconde invece questo messaggio: “non illudetevi che un comportamento virtuoso venga in alcun modo premiato”.
E qui siamo al tema centrale (già da me segnalato proprio al sindaco qualche mese fa, senza che egli si sia degnato di una risposta): un nucleo familiare che, a proprie spese, conferisce alle stazioni ecologiche circa 1000 kg l’anno di rifiuti differenziati (oltre il 50% del totale rifiuti prodotti) è virtuoso oppure no? E come viene premiato questo comportamento virtuoso? Con la bella cifra di circa 30 €, che vale il 5% dei circa 600 € di TIA.
È evidente che il fatto di continuare la raccolta differenziata nonostante questa vergognosa elemosina è dettato esclusivamente da coscienza civile, ma a questo punto ritengo di AVERE IL DIRITTO DI CONOSCERE, PUNTO PER PUNTO, IL BILANCIO DI GESENU, E LA GIUSTIFICAZIONE DI OGNI € SPESO DA QUESTA SOCIETÀ COSIDDETTA PRIVATA, INIZIANDO DALLE RETRIBUZIONI DEGLI ORGANI SOCIETARI (nei quali, guarda caso, siede un bel numero di politici di professione …).
Distinti saluti.
no scusatemi, ma a perugia c’è la differenziata????
fatevi una passeggiata in via della pallotta. i sacchetti sono pure nelle campane del vetro. ci sono mobili, materassi, televisori, e batterie di automobili.
Caro signor Strinati,
Capisco che in questa città popolata al 90% da incivili avere un comportamento normale sembra quasi eroico, tuttavia fare la raccolta differenziata non è un piacere che si fa al sindaco, ma semplicemente il proprio dovere: esattamente come non fare la pipì per terra e non buttare l’immondizia dalla finestra.
Sarebbe come pretendere dei soldi dal comune per non aver mai parcheggiato in divieto.
Trovo che sarebbe necessaria anche un’azione repressiva molto dura contro chi si permette di buttare nei cassonetti materiali a casaccio vanificando gli sforzi di tanti cittadini corretti. Pur troppo a Perugia far rispettare regole elementari di convivenza è sempre percepito come un sopruso.