di Francesca Mancosu
A tutt’oggi, l’Umbria, insieme al Molise, è l’unica regione italiana a non avere ancora dei centri antiviolenza. Ma entro la fine del 2013 non sarà più così, grazie al progetto ‘Umbria Antiviolenza’ realizzato dai Comuni di Perugia e Terni e l’associazione ‘Libera…mente donna’, in collaborazione con l’ong Differenza Donna, presentato lunedì nella sede dell’Anci Umbria a Perugia.
Un bando per gli operatori Il progetto – per un costo complessivo di 444 mila euro, di cui 45 mila ripartiti fra i soggetti aderenti e i restanti finanziati da un bando del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri – è finalizzato ad ampliare il numero di servizi offerti alle donne vittime di violenza o di stalking e ai minori e per l’apertura di Centri Antiviolenza a carattere residenziale nelle aree che ne sono sprovviste. Nel corso della conferenza di presentazione è stato illustrato l’avviso di selezione per un corso di formazione di 150 ore gratuito per le donne che lavoreranno nei due centri, sia a livello professionale, sia di volontariato. Il bando, aperto fino al prossimo 15 aprile, è rivolto alle donne senza limiti di età, laureate, che abbiano la residenza nel territorio regionale. A seguire, partirà un protocollo operativo che coinvolgerà tutti i servizi socio assistenziali e sanitari, le forze dell’ordine, i comuni promotori e le associazioni della regione che si occupano di diritti delle donne e di contrasto alla violenza di genere.
La legge regionale e la rete Una Il progetto, ci tiene a sottolineare l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Perugia Lorena Pesaresi «non è nato solo perché è uscito un bando del Ministero delle Pari opportunità, ma si inserisce in un disegno regionale più ampio. Che comincia dall’approvazione della legge dell’Umbria sulle politiche di genere, già preadottata dalla Giunta e in procinto di approdare in Consiglio, e si collega con Una – Umbria Network antiviolenza, la rete di servizi per le donne abusate, finanziata sempre dal Ministero, che la prossima settimana chiamerà a raccolta i Comuni interessati ad aprire nuovi punti d’ascolto». Per la vittoria del progetto «è stato fondamentale il contributo di 200mila euro della Regione Umbria, visto che il bando del Ministero prevedeva come requisito vincolante la copertura finanziaria delle due annualità successive all’apertura dei centri». L’obiettivo finale è una riduzione concreta del fenomeno della violenza sulle donne, grazie ad un capillare lavoro di prevenzione oltre che della cura delle vittime. «Il 90% delle violenze non vengono denunciate e si svolgono entro le mura domestiche: è quindi essenziale arrivare ‘prima’ che accadano. Vogliamo garantire risposte immediate alle vittime dal punto di vista legale, psicologico e sanitario, ma soprattutto aiutarle a rafforzare la propria autostima, a trovare il coraggio di dire ‘no’».
Libera…mente Donna A gestire i due centri, insieme ai Comuni di Perugia e Terni e a Differenza Donna che curerà la loro start up, sarà l’associazione Libera..mente Donna di Terni, attiva dal 1998. «Grazie ad uno statuto interamente dedicato alle tematiche di genere – racconta la presidente Paola Moriconi – eravamo l’unico soggetto idoneo a partecipare al bando. Ci occupiamo di accoglienza telefonica, fomazione e percorsi di accompagnamento dei minori, e per 3 anni abbiamo gestito la casa protetta di Terni in collaborazione con il Comune. Dopo una prima scrematura dei curricula delle aspiranti operatrici dei due centri, ne selezioneremo 100 e poi 50, in base ad un colloquio e ad una prova psicoattitudinale. A giugno partiranno i corsi di formazione a Perugia e Terni e poi ci saranno dei tirocini nei centri antiviolenza gestiti da Differenza Donna a Roma. Entro fine anno saremo finalmente operativi, le strutture sono già state individuate».
I dati Secondo i dati forniti da Telefono donna del Centro regionale per le Pari opportunità, fra il 1° gennaio e il 31 marzo di quest’anno il numero unico regionale 800861126 è stato chiamato da circa 220 donne: 150 da Perugia e 70 da Terni. Dalla sua istituzione, il Telefono donna è stato raggiunto da 8 mila donne; nel 2012, ci sono stati 458 contatti: 333 da Perugia e 125 da Terni.
