di Daniele Bovi

Via libera ai cosiddetti «Tavoli territoriali», ma con differenze rispetto alla versione originale. Lunedì il consiglio comunale ha dato l’ok all’unanimità (28 i voti a favore) alle modifiche del regolamento «per la disciplina delle forme di partecipazione popolare all’amministrazione locale»; al centro del progetto, voluto dalla giunta, ci sono gli 11 tavoli che, in qualche modo, cercano di colmare il buco lasciato più di un decennio fa dall’abolizione delle circoscrizioni.

La prima proposta Delle modifiche si è iniziato a parlare un mese fa con una preconsiliare di giunta, subito bocciata dalle opposizioni, in cui si parlava dei tavoli come di «corpi intermedi» formati da rappresentati indicati dalle associazioni (solo quelle iscritte all’apposito registro, il Runts). Questi tavoli in sintesi avrebbero dovuto «fornire indicazioni e proposte» su una serie di materie come servizi, gestione degli spazi pubblici, lavori, mobilità, welfare, urbanistica e sicurezza; a quel punto la giunta ha un mese di tempo per dare «riscontro in ordine all’interesse, alla priorità e alla fattibilità» delle stesse.

Gli emendamenti Nella nuova formulazione, frutto di quasi 30 emendamenti delle opposizioni (quasi tutti accolti da giunta e maggioranza) questi tavoli vengono costituiti «al fine di coordinare l’attività delle associazioni del territorio attraverso uno strumento partecipato e con la presenza attiva dell’Amministrazione comunale, la quale favorisce costantemente il dialogo e il confronto tra le parti». Il loro compito sarà quello di fornire «indicazioni e segnalazioni sulle problematiche del proprio territorio», con la possibilità anche di «proporre interventi o soluzioni in riferimento alle criticità emerse», senza l’elencazione di particolari materie. Per quanto riguarda le altre novità più importanti, ai cittadini viene data la possibilità non solo di partecipare alle sedute ma anche di parlare. Oltre a ciò il Comune, dove possibile, metterà a disposizione «sedi idonee» e fornirà «supporto tecnico-amministrativo su temi specifici». Per il resto, tutto invariato.

Giottoli L’assessore Gabriele Giottoli parla in una nota di un «enorme successo per la nostra città e un forte segnale di riavvicinamento dei territori», sottolineando poi il lavoro comune di maggioranza e opposizione. Per l’assessore nel complesso le modifiche mirano a «mettere in rete e valorizzare le 63 microcittà che compongono il nostro territorio». Le opposizioni ricordano che la prima proposta era «irricevibile» dato che «riportava una serie di indicazioni e compiti evidentemente scollegati tra di loro e con le finalità dei tavoli stessi, copiando male le belle esperienze già attive nel nostro paese».

Le opposizioni Con gli emendamenti il testo è stato migliorato e alla fine è arrivato «un voto di responsabilità nonostante alcune questioni da noi segnalate siano ancora irrisolte, come l’esclusione dei comitati non iscritti al Runts; una partecipazione limitata che non ci convince e lo abbiamo rimarcato in commissione e in consiglio comunale». Il modello che Pd e altri gruppi di opposizione hanno in mente è quello dei consigli di quartiere già presenti in altre città e che sono «altra cosa rispetto alla proposta approvata dal Comune. Siamo lontanissimi rispetto agli strumenti di partecipazione popolare già attivi nei comuni simili a Perugia e la prossima amministrazione dovrà farsi carico di recuperare questa notevole distanza».

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