di Daniele Bovi
«Il nostro è un urlo accorato: istituzioni non deludeteci e ricostruite in fretta questa scuola». È ormai un anno e mezzo che alunni, professori e genitori della scuola Carducci-Purgotti di Perugia aspettano di capire quando l’edificio, gravemente lesionato dal sisma di fine 2016, sarà ricostruito. Lunedì la preside Iva Rossi, il presidente del consiglio di istituto Raffaele Goretti e Gilles Dubroca, rappresentante del consiglio dei genitori, sono tornati a chiedere nel corso di una conferenza stampa tenuta all’interno dell’istituto tempi certi.
FOTOGALLERY: IL CANTIERE CHE NON C’È
Oltre 600 firme In due settimane attraverso la piattaforma change.org sono state raccolte 661 firme in calce a una petizione, indirizzata alle istituzioni coinvolte, in cui si ricordano le «innumerevoli controversie amministrativo-burocratiche dovute alle spiacevoli inadeguatezze progettuali del piano di ricostruzione», e si chiede di fissare entro il 9 giugno la data di avvio dei lavori, più volte rinviata. Sul punto, nel corso della settimana potrebbero arrivare novità: per l’8 è infatti fissato un incontro (il giorno prima ci sarà il consiglio di istituto) in cui parteciperanno genitori, Comune, Regione, Protezione civile e anche la ditta che si è aggiudicata l’appalto.
VIDEO – GENITORI: «VOGLIAMO TEMPI CERTI»
Azioni eclatanti Di più la Carducci non vuol aspettare anche perché da settembre si aggiungerà un’altra classe, che andrà accolta in spazi adeguati: «Chiediamo infatti anche un percorso – spiega Goretti – per una riapertura dignitosa a settembre; serve una scuola più attrezzata». Genitori e scuola fanno capire in modo chiaro che fino a ora la protesta è stata incanalata senza dare vita ad azioni eclatanti, cosa che però – senza novità in tempi brevi – non potrà essere garantita anche in futuro: «Noi avevamo fiducia – osserva Dubroca – ma poi sono arrivati i ritardi e i dubbi; lo scopo della raccolta non è quello di uscire da un percorso positivo bensì quello della partecipazione civica».
La vicenda L’abbattimento della scuola era partito nel marzo di un anno fa dopo che il Comune ha valutato due possibilità: un consolidamento strutturale e la demolizione. Il primo è stato giudicato troppo costoso e così, anche con lo scopo di puntare alle risorse statali post terremoto, è stato deciso di abbattere tutto e di ricostruire. È in questo momento, subito dopo il via libera e ancora prima che le ruspe si mettessero all’opera, che sono state accese le aspettative sostenendo che la scuola sarebbe stata riedificata entro il settembre 2017. Valutazione poco prudente dato che neanche fra tre mesi, con l’avvio dell’anno scolastico 2018/2019, gli studenti potranno entrare nelle nuove classi. La progettazione dell’edificio è in capo alla Protezione civile, ma il problema è che il primo progetto è finito sotto una gragnuola di osservazioni, fatte dalla Conferenza dei servizi, lunga 40 pagine.
«SARÀ RICOSTRUITA ENTRO SETTEMBRE 2017»
Basta aspettare In questo momento dunque si sta rivedendo quell’elaborato ma la pazienza di tutti è quasi finita: «Siamo qui ad aspettare – spiega Rossi – da un anno e mezzo, quanto ancora dovremo farlo? Ogni volta l’obiettivo si è allontanato e questo è successo troppe volte. Ci siamo trattenuti in più occasioni dal dare vita a iniziative eclatanti». Dalla scuola arriva dunque un appello a sbrogliare la matassa: «Le istituzioni – dice Goretti – si mettano d’accordo e chiariscano definitivamente la questione. Se dovesse emergere un altro problema tecnico-burocratico che i tecnici avrebbero dovuto risolvere tempo fa, non si potrebbe più stare fermi». La pazienza è finita.
Twitter @DanieleBovi
