di Daniele Bovi
Incrementare la raccolta di piccoli dispositivi elettronici per ridurre l’inquinamento e recuperare materiali oggi sempre più preziosi. In sintesi è questo l’obiettivo del progetto «Micro Raee» di Gesenu, finanziato dal Centro di coordinamento Raee; sigla che sta per Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Grazie al bando vinto dall’azienda, a Perugia sono stati installati 60 nuovi contenitori che si vanno ad aggiungere a quelli già presenti, per un totale di 87 a disposizione dei cittadini (qui la mappa con tutte le postazioni).
Nuovi contenitori In particolare con il progetto sono state prima censite tutte le utenze commerciali come edicole, tabaccai e plurilicenze. Raccolte le disponibilità, Gesenu ha provveduto a installare i 60 contenitori che oggi, quindi, i cittadini possono trovare in tabaccai, distributori di carburante, scuole, supermercati, sedi degli uffici comunali, negozi di elettrodomestici, cva, centri commerciali e così via. Un sistema di raccolta dunque più capillare e comodo. Oggi invece tutti i rifiuti elettronici al di là dei contenitori già presenti si possono portare nei centri di raccolta o con un servizio a domicilio per quelli più grandi.
I micro Raee Cosa sono i Raee? Ad esempio si parla di sigarette elettroniche (alcune, purtroppo, anche usa e getta), telefonini, lettori mp3, phon, rasoi, mouse, chiavette usb, fotocamere e videocamere e così via. Lista dalla quale vanno escluse le pile, da buttare in contenitori appositi. L’importante è non gettarli nei cassonetti dell’indifferenziata anche perché questi rifiuti contengono sostanze pericolose e molto inquinanti come mercurio, cadmio e piombo, ma anche materiali preziosi che vanno recuperati e che oggi sono purtroppo al centro anche di vere e proprie guerre.

I numeri Un obiettivo centrale è quindi quello dell’incremento della raccolta. Una direttiva UE del 2012 impone infatti ai paesi membri di raggiungere il 65 per cento, mentre in Italia il tasso di raccolta è fermo al 30 per cento; questo significa ad esempio che nel 2023 su 1,67 milioni di tonnellate di apparecchi elettronici messi sul mercato solo un terzo (350mila tonnellate) è stato adeguatamente trattato. Nel 2024 è stato registrato un aumento (356mila tonnellate). In Umbria come nel resto d’Italia la media pro capite è di circa 6kg di raccolta, ben al di sotto di quanto necessario. Nel comune di Perugia invece tra 2022 e 2024 la raccolta è oscillata da 688 a 754 tonnellate, meno dell’1 per cento dei rifiuti differenziati prodotti.
I commenti «Il segmento che soffre di più – ha detto Fabrizio Longoni, direttore del Centro di coordinamento – è quello dei piccoli Raee, quindi la raccolta capillare è di sicuro un progetto meritorio permettendo di recuperare materiali critici che spesso vanno dispersi». Massimo Pera, direttore operativo di Gesenu, ha poi ricordato che buttare questi rifiuti nell’indifferenziato ha portato anche a incendi provocati dalla rottura delle batterie: «Bisogna sensibilizzare i cittadini perché ci sono risorse strategiche all’interno di questi dispositivi dando anche opportunità di conferimento più comode». Tutti i rifiuti raccolti poi, ha sottolineato Pera, andranno al Centro di coordinamento.
Comunicazione Il progetto sarà supportato anche da una campagna di comunicazione ad hoc. Sui contenitori c’è una nuova grafica con tutte le informazioni mentre stand saranno organizzati in negozi e centri commerciali. In più ci sarà una campagna social e un evento a carattere scientifico (in programma il 15 aprile all’Itts di Piscille) in collaborazione con Chimicazza, content creator e chimico perugino molto seguito sui social (più di 140mila i follower su YouTube): «L’obiettivo – ha detto – è raggiungibile se si spiega ai cittadini dove portare questi rifiuti. Ricordiamoci che nel mondo vengono combattute delle guerre per questi materiali e per le terre rare. Buttarli nell’indifferenziato è uno spreco inaccettabile».
