Incontro a Perugia tra il capo della polizia Franco Gabrielli, in visita nel capoluogo umbro, e i rappresentanti della Consap umbra, la confederazione sindacale autonoma di polizia. Sul tavolo diversi temi che riguardano l’organizzazione del lavoro degli agenti da qui al prossimo futuro.
Il vertice Al tavolo il segretario regionale del sindacato, Monica Napoleoni e il segretario provinciale di Perugia, Maurizio Petroni, insieme a Gabrielli. «L’incontro – si legge in una nota Consap – si è svolto in un clima di estrema cordialità e con un’apprezzatissima disponibilità da parte del capo della polizia ad ascoltare le varie problematiche del sistema sicurezza umbro».
Oasi felice «Al prefetto – prosegue la nota – è stato rappresentato che l’Umbria non è più l’oasi di una volta sotto il profilo della sicurezza e che, ciononostante, l’amministrazione continua a considerare la polizia di Stato umbra come una cenerentola. I fatti di cronaca degli ultimi tempi la dicono lunga: numerosi le morti per overdose a Perugia che è stata definita una delle piazze più importanti d’Italia per lo smercio della droga, tre omicidi a Terni appena lo scorso anno, infiltrazioni mafiose e microcriminalità all’arrembaggio e chi più ne ha più ne metta».
Le richieste Da queste considerazioni sono partite poi le richieste da parte dei rappresentanti degli agenti. «Abbiamo chiesto al capo della polizia di attenzionare la nostra regione in occasione di assegnazione di risorse umane, mezzi e strumenti. I nostri colleghi hanno bisogno di essere al centro dell’attenzione dei vertici per continuare a dare il massimo ogni giorno come stanno già facendo ormai da tempo per garantire il più possibile la sicurezza della gente. Abbiamo infine posto l’accento sulle criticità della polizia stradale sia in termini di organico che di mezzi non mancando, tuttavia, di evidenziare come il direttore centrale delle specialità della polizia di stato, Roberto Sgalla, abbia già fatto molto e stia continuando a fare ma l’Umbria per troppi anni è stata abbandonata a se stessa ed ora la polizia stradale rischia il collasso anche in considerazione delle due nuove grandi arterie che entro l’anno saranno aperte, la Perugia- Ancona e la Foligno-Civitanova».
