di Daniele Bovi
Vendere tra il 15 e il 20% delle azioni delle azioni Gesenu possedute dal Comune e individuare un partner industriale da inserire nella compagine finanziaria. A leggere il Documento unico di programmazione varato dalla giunta e discusso martedì dalla commissione Bilancio, è questo il piano di palazzo dei Priori a proposito della società partecipata di cui detiene il 45%. La vendita di una parte del pacchetto azionario è, come ha precisato nel corso dell’audizione l’assessore al Bilancio Cristina Bertinelli, subordinata a quanto scritto nel piano industriale di rilancio della società.
La cessione Piano del quale si è discusso nel corso dell’ultima riunione del cda di Gesenu e che dovrebbe essere approvato: «Quella della cessione delle quote – ha aggiunto l’assessore – resta una possibilità teorica, ma che sarà valutata in concreto quando il momento risulterà opportuno». «Se l’operazione – ha commentato Nilo Arcudi del Psi – servirà per rilanciare l’azienda e far entrare un partner solido ben venga; quello a cui diciamo no è una vendita totale». Dai banchi di Forza Italia invece Massimo Perari ha invitato l’esecutivo alla prudenza: «Vendere il 20% oggi – ha detto – assomiglierebbe a una svendita. Prima va risanata e messa in sicurezza».
PARTECIPATE UMBRE, LE ‘PAGELLE’ DI COTTARELLI
Il piano Nel Dup però c’è un piano più complessivo che riguarda le partecipate da mettere in atto, almeno secondo quanto scritto, nel 2014: in primis si vogliono vendere tutte quelle quote detenute in societa «non conformi alle finalità istituzionali», valutazione dell’aumento di capitale di Sase (la società che gestisce l’aeroporto), liquidazione di Sienergia e Perugia Rete e, più in generale, un più attento monitoraggio così come chiesto recentemente anche dalla Corte dei conti: «Faremo approfondimenti rigorosi – assicura Bertinelli – sia a livello finanziario che di valutazione dei servizi. Riporteremo queste aziende in efficienza economico-finanziaria».
Umbra Acque Un passaggio è stato dedicato anche ad Umbra Acque della quale Cristina Rosetti (M5S) ha chiesto di conoscere la situazione finanziaria. Sul punto i dirigenti hanno spiegato che la società da diverso tempo ha fatto registrare alcune difficoltà nel pagare ai vari Comuni del comprensorio i canoni per l’utilizzo delle reti idriche: «Questo – hanno detto – lascerebbe presagire una situazione finanziaria non florida». Quanto alle opere pubbliche inserite nel Dup invece, l’elenco dato il poco tempo passato dall’insediamento della nuova giunta ricalca sostanzialmente quello redatto dalla precedente amministrazione. Vista la situazione di bilancio però, i dirigenti hanno sottolineato che la maggior parte delle opere presenti nel documento rischiano di rimanere inattuate. Quelle che riceveranno finanziamenti statali o regionali e che riguardano beni culturali, la sicurezza e infrastrutture come il Mercato coperto invece, verranno portate a termine e indicate in appositi emendamenti al bilancio.
Residui attivi Da ultimo sul tavolo della commissione sono finiti i «residui attivi», ovvero i crediti che il Comune deve ancora riscuotere. Oggi, come sottolineato anche dalla Corte dei conti, la capacità di riscossione di palazzo dei Priori è limitata (intorno al 48%). I dirigenti hanno spiegato che le maggiori difficoltà si registrano in relazione alla Tia ed all’addizionale Irpef. Un capitolo, quello dei residui attivi, che Bertinelli assicura di voler affrontare: «Procederemo quanto prima ad una loro revisione straordinaria».
Twitter @DanieleBovi
