La protesta del Csoa sotto palazzo dei Priori nel novembre scorso (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Nonostante le proteste, le procedure per la vendita dell’ex mattatoio di Ponte San Giovanni, le cui mura da 15 anni ospitano un centro sociale autogestito, vanno avanti. La struttura è di proprietà del Comune che a novembre ha deciso di inserirla nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni 2014-2016. Negli scorsi giorni poi è arrivato l’ulteriore passo in avanti, con palazzo dei Priori che ha deciso di fare una stima della struttura, inizialmente valutata 130 mila euro. Per farlo, spiegano i dirigenti, serve «un qualificato soggetto esterno» e così il compito è stato affidato all’Agenzia del territorio di Perugia. Oltre al mattatoio l’Agenzia avrà anche il compito di quantificare il valore di due terreni: uno a pian di Massiano e l’altro a Sant’Enea. Il tutto per un costo di circa tremila euro. Nel frattempo i ragazzi del Csoa, che dopo la notizia della vendita hanno dato vita ad una manifestazione sotto palazzo dei Priori, non stanno con le mani in mano.

Nuova assemblea Per il 2 febbraio alle 21.30 nei locali dell’ex mattatoio è stato convocato quello che ha l’aria di essere il primo passo di un «percorso aperto a tutti». Gli slogan, con tanto di hashtag, sono pronti: #LaCittàCheVogliamo, #GiùleManiDalMattatoio e #ComeSarebbeSenza. La questione relativa al Csoa viene vista in un quadro più ampio: «Sgomberare il centro sociale – spiegano – non vuol dire solo privare di quattro mura pochi e poche, ma vuol dire privare l’intera città di uno spazio non fisico, ma uno spazio che è incontro, confronto, partecipazione, collaborazione». «La progettazione partecipata – continuano – è stata la peculiarità delle molteplici attività che sono state realizzate nel corso dei 15 anni del centro sociale. Ed è proprio dalla progettazione partecipata che vogliamo rilanciare, aprendo un laboratorio di discussione sulla città». Insomma, non è finita qui.

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Perugia, centro sociale: Comune commissiona stima per la vendita. Nuova assemblea di protesta”

  1. Vendere, immediatamente, e con i proventi opere di pubblica utilità che interessino tutti. Chi vuole spazi ricreativi se li paghi, come facciamo tutti.

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