Perugia ricorda la liberazione dallo Stato Pontificio e l’annessione al Regno d’Italia. Sono iniziate con la deposizione di una corona al monumento ai caduti del cimitero civico le celebrazioni ufficiale per la ricorrenza del XIV settembre 1860 a cui hanno partecipato tanti residenti della zona di borgo Sant’Antonio e Porta Pesa, oltre alla sindaca Vittoria Ferdinandi, al comandante del Comando militare Esercito Umbria, il colonnello Stefano Silvestrini. Le autorità civili e militari, precedute dalla fanfara dell’11esimo Reggimento Bersaglieri, sfilando lungo il borgo Sant’Antonio imbandierato a festa, hanno poi fatto tappa a porta Santa Margherita, teatro dell’impresa dei granatieri. È seguita l’esibizione della fanfara dell’11° Reggimento Bersaglieri di stanza a Orcenico Superiore (Pordenone) in piazza IV Novembre, preludio del grande concerto delle 17 di fronte all’ingresso del palazzo comunale.
«Fino alla mattina del 14 settembre 1860 davanti a Palazzo dei Priori montava una guardia pontificia e la sera dello stesso giorno a sostituirla fu un bersagliere», ha ricordato Francesco Pinelli, presidente dell’associazione Borgo Sant’Antonio, mentre il colonnello Silvestrini ha evidenziano che «per noi militari è motivo di onore e orgoglio contribuire a mantenere vivo il ricordo di fatti d’arme in cui molti eroi, anche col sacrificio della vita, hanno realizzato il sogno di un’Italia unita e hanno contribuito a regalarci il Paese in cui viviamo». Al loro fianco anche la deputata Emma Pavanelli, rappresentati delle forze di polizia, il coordinatore delle associazioni del centro storico Nicola Tassini, il presidente regionale dell’associazione nazionale Granatieri di Sardegna Maurizio Ceccotti, quello dei Bersaglieri Francesco Taddei, rappresentanti di associazioni d’arma e combattentistiche e naturalmente la sindaca di Perugia, che ha sottolineato la partecipazione della cittadinanza: «La presenza di numerosi perugini e perugine testimonia la volontà di costruire memoria, perché, affinché la riconquistata libertà duri sempre nel tempo, fare memoria deve essere uno dei più grandi impegni per la nostra comunità».
