L'ingresso del Post (foto F.Troccoli)

di D.B.

Il professor Emidio Albertini, docente dell’Università degli studi di Perugia, è stato nominato presidente della Fondazione POST, che gestisce il museo della scienza di piazza del Melo. La nomina, formalizzata nelle scorse ore, arriva a seguito delle dimissioni di Francesco Gatti e rappresenta un passaggio importante per la continuità e il rilancio della struttura, dopo anni segnati da difficoltà economiche e gestionali. Come riportato nei mesi scorsi, la selezione del nuovo presidente era stata avviata con un avviso pubblico, con scadenza fissata al 7 aprile.

Chi è La nomina del professor Albertini,  coordinatore del corso di dottorato in Scienze e biotecnologie agrarie, alimentari e ambientali, punta dunque ad aprire una fase di riorganizzazione e rilancio. «Con la nomina del professor Albertini – spiega l’Ateneo – il POST rafforza il proprio impegno nella promozione della cultura scientifica e nell’educazione alle scienze». Il museo continuerà a proporre un’offerta culturale «dinamica e accessibile», con «mostre temporanee multimediali, laboratori didattici, corsi e incontri dedicati all’attualità scientifica e tecnologica», rivolti sia alle scuole sia al pubblico adulto.

Contributo accademico L’Università sottolinea anche il valore del contributo accademico al progetto: «Grazie alla professionalità di uno staff di esperti comunicatori scientifici e al contributo dell’esperienza maturata dall’Università degli studi di Perugia nel campo del public engagement, il POST si conferma sempre più come un ambiente stimolante e inclusivo, dove conoscere, esplorare e lasciarsi affascinare dalla scienza». «La nuova presidenza – conclude lo Studium – si inserisce in una visione di crescita e innovazione, volta a consolidare il ruolo del museo come polo di eccellenza per la divulgazione scientifica in Umbria e nel panorama nazionale».

Le difficoltà Il POST, inaugurato nel 2003, per anni ha rappresentato un punto di riferimento per la divulgazione scientifica, rivolgendosi a un pubblico ampio con mostre, laboratori e attività educative. Negli ultimi anni, però, il museo ha attraversato una fase complessa: prima le difficoltà strutturali, poi l’impatto della pandemia e infine le vertenze legali con ex dipendenti. Il tentativo di rilancio avviato nel 2019 ha risentito anche del calo e dei ritardi nei finanziamenti ministeriali. Una svolta significativa è arrivata con l’ingresso nella governance di Gesenu, che ha portato un contributo economico stabile – 160mila euro iniziali, più 60mila euro annui – affiancando Comune, Provincia di Perugia e Ministero. 

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