Il museo di piazza del Melo (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Entro il 7 aprile dovranno essere presentate le candidature per la presidenza della Fondazione Perugia officina della scienza e della tecnologia, l’ente che gestisce il Museo della scienza POST di piazza del Melo. La nomina si rende necessaria dopo le dimissioni del presidente del cda Francesco Gatti. La carica sarà a titolo gratuito e avrà durata fino all’approvazione del bilancio 2025 (quando sarebbe scaduto il precedente cda), con possibilità di rielezione per un solo mandato consecutivo.

Cos’è La nomina, di competenza della sindaca Vittoria Ferdinandi, arriva in un momento importante per il museo, reduce da anni di difficoltà. Il POST, inaugurato nel 2003, è stato per anni un punto di riferimento per la divulgazione scientifica in Umbria. Mostre interattive, laboratori didattici e attività educative ne hanno fatto un polo culturale importante per il capoluogo e non solo. La struttura da qualche tempo ospita poi anche il DigiPASS Perugia, spazio pubblico per la formazione digitale, e un FabLab con attrezzature avanzate.

Le crisi Negli ultimi anni, il museo ha affrontato una crisi profonda. Più volte nel corso del tempo problemi economici e gestionali hanno portato alla sospensione delle attività, mentre la pandemia ha ulteriormente aggravato la situazione. La Fondazione si è trovata in una condizione di instabilità finanziaria e nel 2019 era stato avviato un primo tentativo di rilancio con la riapertura al pubblico. Le difficoltà strutturali, l’emergenza sanitaria e anche delle cause intentate (e vinte) da ex dipendenti hanno però rallentato il percorso. 

Gesenu La svolta è arrivata con l’introduzione di una governance pubblico-privato. In particolare, l’ingresso nella Fondazione di Gesenu (la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nel capoluogo) ha garantito un contributo economico di 160mila euro iniziali più 60mila annui, affiancando il finanziamento del Comune di Perugia, della Provincia e del Ministero; finanziamento, quello del Ministero, drasticamente ridotto nel corso degli anni ed erogato spesso in ritardo. La riorganizzazione e l’ingresso di Gesenu – che ovviamente ha comportato anche un ampliamento degli scopi statutari – ha permesso il riavvio delle attività anche se molto c’è ancora da fare.

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