di D.B.
Dimissioni immediate e scuse, alle vittime della mafia, al Comune e a chi ha «governato la nostra città con impegno e dedizione». Dopo le dichiarazioni fatte sul suo profilo Facebook si scatena la bufera intorno all’assessore Francesco Calabrese con il centrosinistra, a partire dalla presidente della Regione fino all’ex sindaco Boccali (che torna a parlare dopo le elezioni di giugno), mentre scuse e dimissioni le chiedono i gruppi consiliari Pd e Psi, che mercoledì mattina hanno abbandonato per protesta i lavori di commissione. «Da alcune settimane – ha detto l’assessore riferendosi alla serie di furti e spaccate avvenute in centro negli ultimi giorni – stanno accadendo cose che hanno poco a che fare con il tipico tema della sicurezza che conoscevamo».
Intimidazione Calabrese si chiede se tutto ciò non abbia «l’odore acre dell’intimidazione mafiosa». L’assessore parla di «abnormi sviluppi edilizi», dei centri commerciali, del traffico di droga e così via, vedendo a valle un territorio «profondamente contaminato dalle peggiori tossine criminali». L’assessore non la vuole «buttare in politica», ma nota che «qualche mese fa a Perugia è accaduto un evento epocale di rottura di un sistema, che sarebbe demente considerare mafioso, ma nel quale quelle organizzazioni criminali si sono riuscite a radicare». Insomma, dopo la vittoria del centrodestra quelli arrivati in corso Vannucci sarebbero segnali diretti di intimidazione.
LA REPLICA DI CALABRESE: «REAZIONI VIOLENTE, NON ACCUSO NESSUNO»
La protesta Parole che hanno fatto saltare sulla sedia le opposizioni e pure la presidente della Regione Catiuscia Marini: «Voglio ricordare all’assessore Calabrese – dice – che in Italia molte leggi per la lotta alla mafia, alle grandi organizzazioni criminali e per la confisca dei beni provenienti da queste attività criminali, portano i nomi di personalità come Pio La Torre o Piersanti Mattarella. Mi auguro che l’assessore Calabrese trovi il modo pubblico di chiedere semplicemente scusa». La presidente poi ricorda quanto detto oggi dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti che, intervenendo ad un convegno organizzato a Perugia dalla Cgil, «ha parlato dell’Umbria come di un territorio sano, dove non esiste collusione tra mafia e organizzazioni criminali con le istituzioni, la politica e con i cittadini».
Nessuna collusione «Questo non significa – ha aggiunto la presidente – che noi, esponenti delle istituzioni, non dobbiamo vigilare con attenzione e contribuire a far crescere gli ‘anticorpi’ nella politica, nella pubblica amministrazione e nella società civile in genere, affinché si sia in grado di cogliere tutti i segnali che possono indicarci tentativi di inquinamento dell’economia sana, delle imprese sane e il lavoro onesto di migliaia di umbri da parte di infiltrazioni criminali». «Non consentiamo – afferma la presidente -, anche noi esponenti delle istituzioni e di forze politiche della sinistra e del centro sinistra, che in questa regione governano grazie al voto libero di migliaia di cittadini, che l’assessore Calabrese, possa minimamente adombrare collusioni mafiose in capo alle sane forze politiche della sinistra e del centro sinistra dell’Umbria e soprattutto della città di Perugia».
Pd e Psi «Non soddisfatto della pessima figura fatta su Centralcom che lo ha portato a dimissioni lampo della durata di meno di 48 ore – scrive invece il gruppo Pd -, è riuscito ancora una volta a mettere in ridicolo il sindaco, la giunta e l’intera istituzione del Comune di Perugia con dichiarazioni squallide e strumentali». «Non siamo noi – aggiungono – a rigettare le viscide insinuazioni su una ipotetica collusione con le organizzazioni malavitose del Comune di Perugia e di chi è stato eletto in passato per governare la città, ma le rigetta la Corte dei Conti, voce imparziale e autorevole, nella sua relazione. A meno che nelle farneticazioni giornaliere si pensi che anche la Corte dei Conti sia collusa». Da qui la richiesta di scuse e dimissioni.
Le critiche «Se questo non avvenisse – conclude il Pd – ci rivolgeremo direttamente al Sindaco perché revochi le deleghe all’assessore Calabrese e, stavolta non solo per 48 ore ma in modo permanente». «Certe accuse – dice invece il segretario del Psi di Perugia Claudia Bastianelli – o si fanno con in mano prove e certezze, nel qual caso non si rilasciano dichiarazioni su facebook o sui giornali ma ci si rivolge alla magistratura in qualità di persona informata dei fatti, o si tace». «Calabrese – aggiunge invece il segretario Pd Giacopetti – perde ancora una volta l’occasione per dimostrare di saper onorare il suo incarico». «Sa qualcosa – scrive – che noi non sappiamo? O sono solamente gravissime illazioni, che, pronunciate da un rappresentante istituzionale, che per il ruolo che riveste ha solitamente una credibilità maggiore agli occhi dei cittadini, assumono, per altro, una pesantezza ancora più ingombrante? Non pensa, forse, che la definizione dei contorni della vicenda ‘spaccate’ competa ad altre sedi, ben più adatte di un assessorato ai Lavori pubblici a parlare di criminalità».
Affermazioni gravi «Affermazioni gravi – dice la senatrice Valeria Cardinali -, scomposte e irresponsabili quelle dell’assessore Calabrese, pronunciate con una leggerezza che nessuno si può permettere, tanto meno chi ricopre un ruolo istituzionale, evidentemente immeritato, ma sono anche l’ennesimo segnale della totale incapacità di governo di questa giunta». Parole a cui Calabrese poco dopo replica parlando di «reazioni violente ad alcune mie banali domande. Non punto il dito contro nessuno». Di seguito il primo intervento di Calabrese dal quale sono nate le polemiche.
Si può affidare a generale osservazione di comune buon senso che a Perugia, da alcune settimane, stanno accadendo cose che hanno poco a che fare con il tipico tema della sicurezza che conoscevamo? Rimanendo agli ultimi fatti, la sequenza ripetutamente sfidante di questi giorni per Corso Vannucci, radicalmente estranea a qualsiasi logica di resa malavitosa, non ha l’odore acre dell’intimidazione mafiosa? Gli abnormi sviluppi edilizi in rapporto ai residenti, peggio per i grandi centri commerciali con il primato italiano, piuttosto che la centralità di Perugia in un’area vasta per i traffici di droga, possono suggerire, prima ancora di qualche minima inchiesta, che il tessuto perugino è profondamente contaminato dalle peggiori tossine criminali? Non la butto in politica, piuttosto mi taglierei questo dito e mi considero buon amico di Wladimiro Boccali che so essere persona perbene, ma si può notare che qualche mese fa a Perugia è accaduto un evento epocale di rottura di un sistema, che sarebbe demente considerare mafioso, ma nel quale quelle organizzazioni criminali si sono riuscite a radicare? Ed, infine, si può notare che il nuovo patto per la sicurezza annunciato lo scorso 14 febbraio dall’on. Bocci e dal sindaco Romizi ha caratteristiche esplicitamente molto differenti da tutti i precedenti? Sono solo domande e non ho la pretesa di avere le risposte. Però so che la città, oggi ancor più di 8 mesi fa, è stretta salda più che mai accanto a questo grande sindaco.
Twitter @DanieleBovi
