Il consiglio comunale (foto F.Troccoli)

Passato in commissione, bocciato in consiglio comunale con il dietrofront di alcuni consiglieri di centrodestra. Il giorno dopo infuria la polemica intorno al voto sull’ordine del giorno di Bori (Pd) con cui si voleva certificare il sostegno al progetto di esperienze di residenzialità sociale “18+uno”. Realizzato dall’associazione Fuori dall’Ombra e finanziato con risorse regionali, il progetto è un sostegno a favore dei ragazzi senza famiglia in uscita dalle comunità per minori appena raggiunta la maggiore età.

I numeri Stando agli ultimi dati a disposizione del Cento nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza, ci sono 202 minori ospiti nelle 31 strutture residenziali presenti sul territorio umbro. Di questi, tra i presi in carico, 88 hanno un’età compresa fra i 15 e i 17 anni, mentre quelli appena maggiorenni, con età compresa fra 18 e 21 anni, sono 9. «E’ proprio per quest’ultime fasce d’età – secondo la vicepresidente dell’Umbria Carla Casciari – che si rende necessario lo sforzo congiunto delle istituzioni per strutturare percorsi di autonomia, cercando di dare risposte coerenti con l’età e i bisogni, nel rispetto della dimensione umana del ragazzo che si sta avvicinando alla vita adulta. E diciotto anni sono davvero pochi per lasciare un ragazzo in balìa di se stesso».

Rammarico dalla Regione Casciari esprime rammarico, poiché «interrompere in modo brusco al compimento del diciottesimo anno di età l’accompagnamento dei ragazzi che, non potendo contare sul sostegno dei propri familiari, vengono affidati a comunità per minori, significa, in alcuni casi, vanificare tutto il lavoro degli educatori e i successi raggiunti all’interno di un percorso educativo tutelato. La Giunta regionale – aggiunge – ha sostenuto e sostiene in diversi Comuni della regione, iniziative sperimentali di sostegno rivolti a ragazzi che, a causa di eventi ed esperienze dolorose legate alla loro infanzia, sono privi di una solida rete familiare e sono quindi affidati a comunità per minori dalle quali uscirebbero al compimento del diciottesimo anno d’età, col rischio di vanificare gli sforzi compiuti. Il progetto “18+1” – aggiunge la vicepresidente – si pone obiettivi che vanno ben oltre il puro assistenzialismo e prevede che i ragazzi neo maggiorenni in uscita dalle comunità, possano risiedere presso un’abitazione tutelata e, grazie al supporto di personale qualificato, di essere avviati verso un percorso di autonomia possibile, che è fatto di conoscenze educative e professionali necessarie per la ricerca di un lavoro, per completare magari il percorso formativo, ma anche di certezze individuali che si acquisiscono essendo parte, e quindi protagonisti attivi, di una comunità». Di conseguenza secondo la vicepresidente Casciari, «la bocciatura del Comune di Perugia, non solo inficia la buona riuscita del progetto per i giovani che già sono ospiti della struttura, ma preclude la possibilità che altri giovani nelle stesse condizioni possano usufruire delle rete di opportunità che progetti come questi mettono in campo».

Bori: «Una vergogna» Per il consigliere Bori è «difficile definire il voto diversamente da una vera e propria vergogna». «La votazione – spiega – rovescia l’esito favorevole che aveva avuto nella seduta della IV commissione. Si precisa che il progetto era stato definito importante dallo stesso assessore Cicchi nel suo intervento in commissione, tanto da sottolineare che “sulla base del progetto sperimentale della regione, l’accompagnamento può essere prorogato fino ai 21 anni di età”. E la Regione Umbria si è fatta carico delle spese rendendolo a costo zero per il Comune di Perugia. Quando Hannah Arendt nei suoi scritti parlava di “banalità del male” parlava di immotivate scelte che causano enormi danni, come quelle che si sono consumate nel consiglio comunale di Perugia ai danni di giovani che avevano solo bisogno di sostegno».

Gruppo Pd: assurdo dietrofront  Anche il gruppo del Pd al Comune esprime «sconcerto» e ribadisce la propria contrarietà agli «ingenti tagli ai servizi sociali. E’ assurdo – si sostiene in una nota – che i consiglieri Felicioni e De Vincenzi abbiano cambiato il loro voto, passando dal voto favorevole in commissione ad un voto contrario in consiglio, mentre i consiglieri Luciani, Castori e G. Romizi siano passati dall’astensione alla bocciatura del sostegno al progetto presentato in aiuto agli orfani e ai ragazzi vittime di abusi. Non hanno avuto il coraggio di esprimere il loro dissenso di fronte ai ragazzi dell’associazione, ma lo hanno trovato lontano dai loro sguardi. Vorrà dire che da ora in poi dovremmo invitare gli interessati anche in consiglio comunale».

Giacopetti: «Amarezza» Per il segretario comunale del Pd, Francesco maria Giacopetti «la bocciatura suscita forte amarezza e preoccupazione. Non solo perché così si colpiscono persone deboli e indifese, aggravando politiche di tagli ai servizi che mettono a rischio la tenuta sociale della città, ma anche perché la votazione in consiglio di lunedì mette drammaticamente in evidenza l’incoerenza di chi ci amministra. Tagli e scelte politiche tanto penalizzanti colpiscono in maniera indiscriminata le fasce più deboli, gli ultimi, le persone in condizioni di disagio e difficoltà, economiche e sociali».