(foto archivio)

Niente autobus notturni a Perugia. La commissione Urbanistica del Comune ha discusso e votato due ordini del giorno del consigliere Pd Tommaso Bori. Il primo, proprio relativo alla proposta di attivazione del servizio di mobilità notturna è stato respinto con le 7 astensioni dei consiglieri di maggioranza, 5 voti a favore (Pd e M5s) e il voto contrario del consigliere Fronduti. Il secondo, era invece finalizzato alla realizzazione di percorsi ciclo-pedonali urbani integrati con il Minimetrò e la Fcu, e ha ottenuto, nel testo emendato dallo stesso proponente al termine del dibattito, l’approvazione della commissione all’unanimità dei presenti.

Bus di notte Con il primo ordine del giorno, ha chiesto all’amministrazione di attivare la sperimentazione del servizio di «mobilità notturna», in particolare nei fine settimana del periodo primaverile ed estivo, migliorando i collegamenti tra i quartieri nei quali risiedono maggiormente gli studenti, quelli dove sono presenti collegi universitari ed il centro storico. Il tutto integrando il percorso della circolare notturna con i capolinea del minimetrò. Bori ha anche proposto di prevedere, come richiesto dalle organizzazioni studentesche, una “circolare” che unisca di notte queste zone della città, così da migliorare la mobilità di giovani e studenti, in particolare i fuorisede e i non patentati, garantendo anche maggior sicurezza e vivibilità nel centro storico e nei quartieri limitrofi. Chiesta anche l’apertura notturna del minimetrò nei fine settimana, alla luce del successo delle sperimentazioni per i grandi eventi. «Tali sperimentazioni – ha detto Bori – hanno dimostrato che, così facendo, i quartieri interessati si popolano e sono più vivibili».

Costo eccessivo Davanti alla commissione, l’ingegner Naldini ha spiegato come il costo del trasporto pubblico si è fatto sempre più ingovernabile per il Comune per cui si è reso necessario eliminare tutti quei collegamenti di «secondaria priorità» (notturni, ma anche festivi ad esempio), allo scopo di tenere in piedi al meglio i servizi quotidiani feriali diurni. In sintesi, Naldini ha concluso affermando che «si sta cercando di far rientrare il trasporto pubblico nelle disponibilità ordinarie del bilancio comunale e, rimanendo la situazione economica delle risorse ai livelli attuali, procedere secondo la proposta presentata significherebbe andare ad erodere il servizio diurno feriale».

Il dibattito Ha pienamente condiviso l’odg e la proposta degli studenti il consigliere forzista Carmine Camicia, che nel suo intervento ha ribadito la necessità di rivedere il trasporto pubblico locale, tenendo conto delle esigenze dei cittadini. Miccioni (Pd) ha, invece, richiamato l’attenzione sul cambiamento degli orari, che andrebbero incontro meglio alle esigenze di quegli studenti. Sorcini (FI) ha sollevato anche la questione del trasporto festivo, per cui tutte quelle persone che lavorano di domenica hanno difficoltà a raggiungere il posto di lavoro. «Se l’esigenza presentata oggi risale a sei anni fa ed è, in questo tempo, stata più volte presentata vuol dire che il problema c’è – ha detto il consigliere del M5s Michele Pietrelli – e che una soluzione la dobbiamo trovare».  Sullo scarso uso del mezzo pubblico come fattore culturale si è incentrato, invece, l’intervento del presidente della Commissione, il forzista Giuseppe Cenci che ha sottolineato come, a suo avviso, oggi vi siano troppi mezzi privati, per cui il mezzo pubblico non è più visto come prioritario. Ha ribadito, invece, i concetti già espressi nell’odg la consigliera Pd Erika Borghesi. Bori ha quindi sottolineato che su un bilancio comunale di 320 milioni di euro, il costo del servizio proposto –che lo stesso Naldini aveva quantificato spannometricamente in circa 120 mila euro annui – è poca cosa. Per cui, a suo avviso, si tratta di una scelta politica, non tecnica né economica. Posizione a cui si è opposto Otello Numerini che ha precisato come, innanzitutto, il bilancio comunale non sia di 320 milioni di euro ma di 450 (cassa) e 480 (competenza), «numeri – ha detto – che potrebbero far pensare che 120 mila euro siano poca cosa, ma bisogna entrar poi nel dettaglio, da cui si vede che, per il trasporto pubblico è a parte della spesa corrente che si deve guardare, ovvero a circa una settantina di milioni di euro e non al totale».

Casaioli: «Poche risorse» Al termine del dibattito, ha quindi preso la parola l’assessore alla Mobilità Cristiana Casaioli per ribadire che, di fatto, il Comune si deve muovere entro questi numeri del trasporto pubblico: 13,5 milioni di euro, di cui 7,5 di risorse proprie e il resto quale contributo della regione. «Arriviamo -ha precisato – da dieci anni di Pums, che adesso va inevitabilmente rivisto perché in questi dieci anni la città e le sue esigenze sono cambiate. I km sono stati progressivamente tagliati, eppure i costi restano comunque alti perché sono tanti i fattori che vanno ad incidere sul trasporto. Condivido in pieno – ha continuato – e ne ho maturata in questo frattempo la convinzione, che il trasporto pubblico è una questione culturale, per cui dobbiamo impegnarci anche nel prossimo Pums a promuovere iniziative di sensibilizzazione, perché questo è il momento giusto per questo tipo di cambiamento. Certo è che dobbiamo tenere conto di tutte le esigenze, dando la priorità a quegli spostamenti essenziali casa-lavoro e casa-studio, compatibilmente con le risorse a disposizione». L’assessore Casaioli ha quindi invitato i ragazzi a intervenire anche nell’ambito regionale per far sentire la propria voce rispetto ad una diversa e più adeguata allocazione delle risorse regionali, in modo da far si che le loro esigenze possano essere meglio soddisfatte.

Percorsi ciclo-pedonali Il secondo ordine del giorno, invece, Bori chiedeva (testo emendato nel corso della commissione) all’Amministrazione di valutare l’elaborazione di un piano di lavori utili ad allestire una rete capillare di percorsi ciclopedonali che consenta ai cittadini di muoversi sia nel proprio tempo libero, sia per i propri impegni quotidiani, a piedi o in bicicletta così come di valutare la possibilità di integrare il trasporto pubblico con tali percorsi ciclopedonali. Di fronte al suggerimento della consigliera Clara Pastorelli (Fd’I) di rinviare l’esame dell’odg in attesa di un’audizione dell’assessore competente Francesco Calabrese e al chiarimento fornito di Naldini rispetto al fatto che il tema della ciclabilità a Perugia è parte già adesso del capitolato per il prossimo Pums e proprio nel senso indicato nel dibattito, Bori ha accolto il suggerimento del presidente della commissione Cenci a emendare il testo originario, rendendolo meno vincolante, in vista poi del voto in consiglio.

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