di Daniele Bovi
Il punto certo è uno: parte del maxi cantiere da 27 mila metri quadri dell’ex Tabacchificio di Perugia è fermo da diverse settimane. Tra la 75 bis del Trasimeno e via del Tabacchificio, dove da anni si lavora agli appartamenti del complesso chiamato «Corti perugine», le partite che si intrecciano sono due: la prima è quella dei palazzi terminati e oggetto del bando pubblicato quasi un anno fa, mentre la seconda riguarda l’ala dove il cantiere è aperto.
Le «Corti» In tutto sono 171 gli appartamenti nati dal recupero dell’area industriale della fu Agenzia coltivazione del tabacco, il cui edificio portava la firma di Luigi Nervi, uno dei più grandi architetti e ingegneri del Novecento: 89 avrebbero dovuto essere consegnati nel giugno 2021 mentre i restanti nel giugno di quest’anno. Nelle «Corti» – che rappresentano il primo progetto di housing sociale in Umbria – ci saranno anche spazi commerciali (compreso un supermercato), altri dedicati alla socialità, aree verdi, attività condominiali comuni, una scuola, percorsi ciclopedonali; insomma, un progetto che per certi versi assomiglia a quello del recupero dei palazzoni abbandonati a Ponte San Giovanni.
Cantiere fermo Nell’ala non terminata dovrebbero lavorare mezzi e operai della Sea di Marsciano. Il cantiere però si è fermato da settimane e i perché sono diversi (contattato da Umbria24, il presidente dell’azienda Claudio Umbrico ha preferito non commentare). Da una parte un ruolo lo hanno giocato i forti rialzi delle materie prime, dall’altra lo stop è stato deciso anche per rivedere un punto del progetto che, sulla base dell’esperienza fatta durante l’assegnazione dei primi appartamenti, si è rivelato critico: la metratura degli appartamenti. Per quelli più grandi si fa fatica a trovare famiglie interessate e così, insieme al fondo Prelios, si sta lavorando a una revisione al ribasso delle metrature che, complici anche le dimensioni, la complessità del progetto e le pratiche da presentare in Comune, dovrebbe portare a una ripresa dei lavori solo nei mesi estivi.
I DUBBI DI SUNIA E CGIL: «PREZZI ESORBITANTI»
GALLERY: LE FOTO DEGLI APPARTAMENTI
Punti interrogativi Nessuno quindi vuol vedere aleggiare lo spettro di una Nuova Monteluce 2.0. Fatto sta che per ora ci sono diversi punti interrogativi e l’esito del primo bando, quello attraverso il quale si è cercato di assegnare 67 appartamenti. Le prime famiglie sarebbero dovute entrare a settembre ma, complici una serie di problemi legati ai tempi dei cantieri (non ultimi gli allacci di Enel) e al Covid che ha bloccato intere squadre di operai, al momento sono solo tre o quattro le famiglie che vivono nel complesso; l’ingresso di altre 19 è atteso entro l’inizio aprile. Secondo le informazioni raccolte da Umbria24, per i primi 67 appartamenti a canone convenzionato messi a bando (la cooperativa perugina Abn è il «gestore sociale» del progetto) sono state presentate, dopo oltre 1.500 richieste di informazioni, circa 120 domande.
La fascia grigia Destinatarie in modo esplicito di una simile operazione immobiliare sono le famiglie della cosiddetta fascia grigia, quelle che non avrebbero i requisiti (più stringenti) per accedere a una casa popolare ma che potrebbero avere difficoltà a pagare un ‘normale’ affitto di mercato. Il bando fissava tra i requisiti un reddito convenzionale non superiore ai 60 mila euro e non inferiore alle soglie calcolate sulla base dell’affitto, la cittadinanza italiana oppure quella di uno stato UE, mentre gli extracomunitari avrebbero dovuto essere residenti in Italia da almeno 10 anni. Il risultato è stato che delle oltre 120 domande più della metà sono risultate non idonee per via di problemi legati al reddito, alla proprietà di altri appartamenti o ai dieci anni di residenza in Italia.
VIDEO – «AFFITTI VERGOGNOSAMENTE ALTI»
Nuovo bando Le abitazioni piccole e medie sono andate a ruba mentre quelle più grandi no. Queste e altre, per un totale di circa 60 appartamenti, saranno oggetto di un nuovo bando che dovrebbe essere pubblicato tra circa un mese. E, secondo quanto filtra da Palazzo dei Priori, i requisiti saranno rivisti proprio per provare a correggere ciò che non ha funzionato. Per un bilocale il primo bando prevedeva da 282 a 362 euro (oltre oneri accessori), per un trilocale da 441 a 602 e per un quadrilocale da 621 a 659. «Affitti vergognosamente alti» secondo il Sunia Cgil, il sindacato degli inquilini di Perugia. La settimana scorsa nel corso di una seduta di commissione in cui si è discusso del tema, l’assessore all’Urbanistica Margherita Scoccia ha spiegato, a proposito delle norme sul social housing, che «è opportuno un approfondimento giuridico e normativo con il contributo anche dei soggetti attuatori».
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