Il 7 settembre riapriranno i Servizi educativi per la prima infanzia in Umbria e così anche i nidi comunali di Perugia, una settimana dopo anche le scuole materne. Ma tante cose ancora non vanno. «Siamo seriamente preoccupati in vista della ripartenza dei servizi educativi del Comune di Perugia – affermano in una nota i sindacati Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl -, dato che restano aperte alcune importanti criticità, che sono emerse con chiarezza nell’assemblea del personale, alla quale hanno partecipato circa 80 lavoratrici e lavoratori del servizio».
NIDI: SI PARTE COI ‘GRUPPI BOLLA’
Serve più personale «In particolare – spiegano i sindacati – vanno riequilibrati i carichi di lavoro all’interno di alcune strutture educative, ascoltando, come non è stato fatto finora dal Comune, le proposte che arrivano dalle educatrici». Ma i sindacati evidenziano soprattutto la necessità che l’amministrazione implementi il personale educativo, per permettere il funzionamento ottimale dei “gruppi bolla” (piccoli gruppi di bambini a contatto con una sola operatrice), così come il servizio ausiliario, indispensabile per l’igienizzazione delle strutture.
Obbligo di orario corto «Ci stupisce inoltre la rigidità da parte del Comune nel non rispettare la scelta da parte dei genitori della fascia più adatta alle loro esigenze lavorative – continuano i sindacati – Ad esempio, per i lattanti (da 3 a 12 mesi) in nessuna delle 15 strutture comunali sarà possibile avvalersi dell’orario fino alle 17.30. Rinnoveremo la richiesta di un incontro già inviata all’ assessore ai servizi scolastici, nonché vicesindaco, nonché pediatra stimato della città di Perugia, Gianluca Tuteri, che sicuramente ha a cuore la salute delle lavoratrici dei servizi educativi e quella dei bambini della città di Perugia – concludono i sindacati – confidiamo che trovi il tempo di confrontarsi con le organizzazioni delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi educativi comunali».
