Rubate due bici a pedalata assistita

Trenta biciclette, a pedalata assistita elettrica viste le salite del capoluogo, dislocate in sei diverse stazioni lungo un percorso ideale che si snoda tra la stazione di Pian di Massiano del minimetrò (dove una pensilina fotovoltaica produrrà energia per tutto l’impianto), la facoltà di Ingegneria, via Trasimeno Ovest, viale Centova, il Borgonovo e via Tazio Nuvolari. Sono loro il cuore dell’impianto di bike sharing inaugurato sabato mattina a Perugia dal sindaco Wladimiro Boccali, dall’assessore all’Ambiente Lorena Pesaresi e da quello alla Mobilità Roberto Ciccone. Bici che potranno essere utilizzate per spostarsi liberamente in città o che, in un’ottica di integrazione con gli altri mezzi di trasporto, si potranno usare per raggiungere le stazioni di minimetrò e treno.

Come funziona Per noleggiare una bici in una delle sei stazioni, dove le colonnine provvederanno alla carica, occorrerà aver pagato un abbonamento attivandolo online (al momento solo sul sito che gestisce il servizio, ma a breve verrà creata una rete di vendita): 30 euro quello annuale, otto per 24 ore e 12 per due giorni. Così, una volta muniti di abbonamento, si potrà andare in una delle colonnine, strisciare la tessera e salire in sella. Già da sabato sono in funzione le prime due rastrelliere posizionate nel centro storico, una in piazza Matteotti e una in piazza Morlacchi, che consentono il posteggio controllato e sicuro sia delle biciclette a pedalata assistita che di qualsiasi altro tipo di bicicletta. Altre saranno posizionate in differenti punti della città che saranno resi noti nei prossimi giorni.

Il progetto Il progetto è stato realizzato in co-finanziamento con il ministero dell’Ambiente, dal quale Pesaresi spera di ottenere altri fondi per allargare l’impianto a tutto il territorio comunale. «Perugia è una città all’avanguardia rispetto alla mobilità alternativa e alla mobilità dolce – ha detto il sindaco – ma non viviamo in un Paese con la cultura della bicicletta e quindi non abbiamo le infrastrutture adatte». E così, per contrastare quella che Boccali chiama «la supremazia del mezzo privato a motore», arriva la necessità di «intervenire con un processo di modifica culturale che veda protagonista anche l’associazionismo». Boccali ha poi anticipato la volontà di introdurre elementi di incentivazione della bicicletta e di disincentivazione dell’auto, anche attraverso una segnaletica adeguata e un limite in alcune zone fissato a 30 chilometri orari.

Pesaresi: scelta politica «Si tratta – ha osservato Pesaresi – di un nuovo modello culturale di approccio e di un nuovo senso di appartenenza alla città. Il servizio di bike sharing così strutturato è stata una scelta politica ben precisa dell’amministrazione comunale nell’inserire questo nuovo sistema nel più ampio progetto di mobilità alternativa che, in maniera intermodale, mette in rete, grazie anche al un nuovo percorso ciclo-pedonale, l’uso della bicicletta con il sistema Minimetrò e le due stazioni ferroviarie Perugia-Capitini e Ingegneria». All’inaugurazione era presente anche l’architetto Gianluca Pin, dell’azienda Bicincittà che opera a livello nazionale per la realizzazione e gestione dei sistemi di bike sharing.

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4 replies on “Perugia, 30 euro all’anno e si può viaggiare in bici (elettrica): inaugurato il sistema di bike sharing”

  1. Bravo finalmente c’è l’intenzione di fissare un limite in alcune zone a 30 chilometri orari!

  2. si ma 6 stazioni tutte in periferia…ma una almeno in centro e dintorni non ci hanno pensato? un altra cosa che fa capire quanto al comune interessi del centro di perugia….

  3. Bellissima iniziativa! L’aspettavo con ansia! Finalmente! Il problema è che, tolto l’entusiamo iniziale, temo che per ora non farò la tessera. Non vivendo a Pian di massiano non vedo come possa essermi utile. Attendo fiducioso che aprano nuove stazioni in giro per la città, in quartieri magari più abitati.

  4. E’ indispensabile che venga ampliata la zona d’utlizzo con altre stazioni, in primis centro e dintorni. Diversamente diventerà un altro progetto bello ma sostanzialmente inutile, come il minimetro

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