di D.B.

Su di esso si parla e si polemizza da mesi sulla base di indiscrezioni e qualche tassello di un progetto che finalmente verrà svelato nella sua interezza domenica. L’appuntamento è alle 17.30 alla Sala dei Notari dove il sindaco Andrea Romizi e l’assessore comunale alla Cultura presenteranno «Perugia 1416», progetto meglio noto nel dibattito cittadino come la rievocazione storica che dovrebbe tenersi nel prossimo giugno. L’evento è apparso nelle scorse ore su una pagina Facebook dove campeggia l’invito con tanto di simboli dei cinque rioni storici di Perugia: Porta Sole, Porta San Pietro, Porta Eburnea, Porta Santa Susanna e Porta Sant’Angelo. La data, 1416, ovviamente non è casuale: al centro della rievocazione c’è la battaglia di Sant’Egidio, quella combattuta il 12 luglio del 1416 tra la compagnia di ventura di Braccio da Montone e le truppe di Perugia guidate da Carlo I Malatesta. Uno scontro, che costò la vita a quasi 500 persone, durato otto ore e risoltosi con la vittoria di Braccio che poté così coronare il suo sogno: quello di conquistare Perugia. Un assaggio della rievocazione si è avuto proprio un anno fa, quanto il Rotaract club Perugia Est insieme all’associazione culturale I Bracceschi ha rievocato la presa di Perugia da parte di Braccio.

ROCCA PAOLINA, INSTALLATI PANNELLI INFORMATIVI

Rievocazione In tutto furono coinvolti oltre 250 figuranti che diedero vita a un corteo, a una battaglia tra compagnie d’armi vicino alla Fontana Maggiore, a uno spettacolo di sbandieratori e tamburini. Una giornata che si concluse con il «processo storico» a Braccio proprio nella sala dei Notari. Intorno alle poche informazioni sul progetto emerse nel corso di questi mesi in città si è parlato molto, con punti di vista nettamente differenti tra chi sostiene la rievocazione e chi, come quelli che hanno animato la pagina Facebook «Contro la rievocazione storica. Perugia è ancora viva!», la osteggia sostenendo che «Perugia deve guardare al futuro e non al passato». Una manifestazione che dovrebbe essere finanziata con una parte dell’ormai famoso milione di euro stanziato dal ministero dei Beni culturali a favore di ognuna delle cinque città sconfitte in finale da Matera, proclamata Capitale europea della cultura 2019. Una rievocazione che non convince chi, all’interno della giunta, teme che le politiche culturali di quest’ultima si ‘appiattiscano’ troppo su questo evento. Di sicuro dopo la presentazione di domenica il dibattito tornerà d’attualità e stavolta potrà essere portato avanti sulla base di una proposta precisa.

Twitter @DanieleBovi

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